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Giunta Acquaroli, si rimescolano le carte:
per la Lega spunta la deputata Latini
Aguzzi supera Silvetti in Forza Italia

REGIONE - Dall'incontro romano di ieri tra i vertici dei partiti della coalizione e il governatore è emersa una nuova linea: competenze al posto della rappresentanza territoriale. La deputata del Carroccio è entrata tra i papabili al posto di Daniela Tisi, così come l'ex sindaco di Fano. In questo modo Anconetano e Fermano sarebbero senza assessori e il Pesarese farebbe il pieno
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Francesco Acquaroli con Giorgia Latini, dietro Riccardo Marchetti, commissario regionale Lega

 

di Luca Patrassi

Doveva essere, quello di ieri, il giorno dell’ufficializzazione del sestetto di assessori che affiancherà il governatore Francesco Acquaroli alla guida della Regione Marche. Non solo non c’è stata alcuna ufficializzazione, ma addirittura sono stati rimessi in gioco degli assetti che sembravano ormai definitivi. Ieri il sestetto sembrava blindato con Mirco Carloni, Filippo Saltamartini e Daniela Tisi per la Lega, Guido Castelli e Francesco Baldelli per per Fratelli D’Italia e Daniele Silvetti per Forza Italia, in modo anche da tenere nel debito conto la rappresentanza territoriale. Ma sembrerebbe che nelle ultime ore a prendere il sopravvento sia stato il criterio delle migliori  competenze unito alla  necessità di non sguarnire il Consiglio regionale. Questa a quanto pare la linea emersa dopo l’incontro di ieri  a Roma con i commissari e segretari regionali del centrodestra Riccardo Augusto Marchetti per la Lega, Emanuele Prisco per Fdi, Francesco Battistoni per Fi e Antonio Saccone per l’Udc.

E’ la casella di Forza Italia quella che pare abbia iniziato a creare un rimescolamento, gli azzurri infatti avrebbero ritrattato il nome di Silvetti. Al suo posto, dopo aver ritentato per il maceratese Gianluca Pasqui magari in ticket con la fermana Jessica Marcozzi, hanno virato verso l’ex sindaco di Fano Stefano Aguzzi. Poi anche la Lega si sarebbe mostrata più propensa a inserire Giorgia Latini al posto della fermana Daniela Tisi, Latini che verrebbe presentata come anconetana in virtù della sua nascita a Fabriano. Tesi bizzarra per gli anconetani (senza un assessore residente) , beffarda per i fermani che si troverebbero anche loro senza un assessore e troverebbero al posto della Tisi un’ascolana dopo una battaglia secolare per differenziarsi anche nelle province. Dunque sarebbero dentro Giorgia Latini (che si dimetterebbe dal Parlamento) e Stefano Aguzzi per Forza Italia.  Il tavolo della trattativa riprende oggi, ci saranno il governatore della Regione Francesco Acquaroli e i delegati dei vari partiti. Se c’è tensione sui nomi degli assessori indicare le deleghe può essere un azzardo, ma ecco cosa c’era in pentola fino a ieri. Mirco Carloni avrà vice presidenza e Attività produttive, Filippo Saltamartini avrà la delega alla Sanità, Giorgia Latini Attività culturali e Turismo. Per Fratelli D’Italia Guido Castelli seguirà il Bilancio e la questione della ricostruzione post-sisma, Francesco Baldelli avrà la delega all’Agricoltura. Per Forza Italia l’assessore si occuperà di Infrastrutture e Trasporti. Presidente del Consiglio regionale sarà Dino Latini, ora in quota Udc. La nomina degli assessori poterà nuovi volti in Consiglio regionale. Al posto di Carloni entrerà Giorgio Cancellieri di Fermignano, al posto di Baldelli Nicola Baiocchi, al posto di Castelli Andrea Assenti mentre Anna Menghi subentrerà a Saltamartini.Da verificare le conseguenze della nomina dell’assessore di Forza Italia. Prima dell’ufficializzazione degli assessori era già partito un avviso di diffida per la presenza di una sola donna. A farlo Paola Petrucci, consigliere alla Parità nominata dal ministero del Lavoro.  «La sottoscritta – ha scritto – avvisa la Regione Marche nella persona del presidente Francesco Acquaroli che, qualora non venga rispettato l’equilibrio di genere nella composizione della Giunta della Regione Marche sarà costretta ad impugnare per illegittimità l’atto di nomina della Giunta con formale diffida legale e conseguenti azioni legali». Lo Statuto, comunque, prevede la presenza di genere e non la parità come invece è previsto dallo statuto di altre regione, come la Lombardia.

 

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