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La storia d’amore è agli sgoccioli:
imprenditore derubato dei risparmi
e della pelliccia della moglie defunta

OSIMO - Il 74enne, vedovo benestante e conosciuto in città, ha denunciato in Commissariato l'ammanco di circa 160mila euro in banconote che teneva nascoste nel bauletto di una moto Bmw in garage. Dopo un blitz a casa della compagna moldava che lui non voleva sposare, i poliziotti hanno ritrovato 148mila euro in contanti, copie delle chiavi di casa dell'uomo, telefonini oltre al capotto di visone. La donna denunciata per furto - VIDEO
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Le banconote, i mazzi di chiavi, i telefonini e la pelliccia di visione ritrovati nell’abitazione della compagna dell’imprenditore osimano derubato

 

Una relazione sentimentale durata 3 anni ma ormai vicina alla fine, sfilacciata. Lui è vedovo ma non vuole sposare la nuova compagna. Da casa dell’uomo spariscono quasi 160mila euro in contanti, frutto di risparmi e di eredità, tenuti nascosti nel bauletto di una moto in garage. Ben 148mila euro ìn banconote vengono ritrovate a casa della donna, insieme alla pelliccia della moglie dell’uomo, deceduta ormai qualche anno fa.

Il commissario Bortone durante la conferenza stampa

La vittima dell’incredibile vicenda è un imprenditore in pensione di Osimo, benestante e conosciuto. L’epilogo è stato veloce come l’azione dei poliziotti del Commissariato di Osimo, diretti dal commissario capo Stefano Bortone. Nei giorni scorsi il 74enne osimano ha sporto denuncia negli uffici di piazza Marconi spiegando agli agenti di aver riscontrato dei consistenti ammanchi di somme di denaro nel suo garage dove erano custodite. Migliaia di euro in contanti (in banconote da 5  fino al 200 euro) di risparmi accumulati nel corso di una vita oltre che provento di lasciti e successioni elargite a suo favore da alcuni familiari, anche eredità della moglie scomparsa, agiata come lui. Soldi che l’uomo teneva nascosti nel garage insieme a una collezione di orologi di valore, qualcuno anche del costo di 25mila euro. Il 74enne ha riferito inoltre di non aver più trovato all’interno della propria abitazione la pelliccia di visone della defunta, pregiata anche per le due targhette in oro con le iniziali incise della donna cucite nella fodera interna, ma soprattutto di grande valore affettivo per lui.

In Commissariato l’uomo racconta la sua storia e non nasconde di nutrire sospetti nei riguardi della sua attuale compagna, una 60enne di nazionalità moldava, con regolare permesso di soggiorno, da tempo residente a Osimo, conosciuta ad una cena con amici, con la quale ha condiviso anche periodi di convivenza. Negli ultimi tempi la donna ha comportamenti strani. Lamenta che il compagno non la vuole rendere partecipe della propria vita, anche degli aspetti più prettamente economici, non le parla mai soldi e di conto correnti e soprattutto non si decide a sposarla. Per questi motivi la donna minaccia di interrompere la relazione. Ma la molla che fa scattare il campanello d’allarme nella mente dell’uomo e che gli consiglia di chiedere aiuto è il rinvenimento casuale nell’auto della 60enne di un elastico di colore fucsia simile a quelli che di solito lui utilizza per rilegare le mazzette di banconote prima di racchiuderle nel bauletto della moto Bmw, custodita nel garage della sua abitazione. Un gesto di cui neanche suo figlio è al corrente ma che probabilmente la donna ha avuto modo di osservare. Con quell’elastico in mano, appema rientrato a casa l’imprenditore corre nella rimessa e scopre con grande amarezza che dei 170mila euro in  custoditi nel bauletto ne sono rimasti solo 8.500 euro. Gli orologi invece sono ancora al proprio posto. Scopre inoltre che la pelliccia della moglie, quella che non aveva voluto regalare alla compagna, è sparita da casa e qualche giorno dopo la intravede proprio in un armadio nell’appartamento della donna, sempre ad Osimo.

Le foto del luogo dove sono state ritrovate la banconote

Di qui la decisione di recarsi subito in Commissariato per formalizzare la querela. Gli uomini del commissario Bortone chiedono subito alla Procura una decreto di perquisizione locale e personale nell’abitazione della donna per verificare se i timori del denunciante siano fondati. Perquisizione concessa in appena 2 giorni proprio per evitare che l’eventuale refurtiva potesse essere dispersa. Quando scatta il blitz nell’appartamento della donna, gli agenti rinvengono subito la pelliccia in una custodia marrone e solo dopo ore di ricerche scoprono, occultate nella cucina dell’abitazione, dietro un battiscopa alla base di un mobile, le banconote. Smontandolo gli agenti notano che il pavimento è ordinato e pulito a differenza di altre aree della casa, indizio di una qualche manomissione recente. Grazie a una torcia viene illuminato il fondo e riemergono vari contenitori in metallo con dentro 148.080 euro di banconote di vario taglio, insieme a diversi mazzi di chiavi e telefoni cellulari senza sim (sono in corso accertamenti per risalire a chi appartengono).

Le chiavi risultano essere copie di quelle originali dell’abitazione, del garage e dell’allarme della casa del 74enne. Chiavi che l’uomo aveva chiesto indietro alla donna dopo un litigio ma che evidentemente lei si era premurata di riprodurre prima di riconsegnarle tutte, fatta eccezione per il telecomando dell’allarme sostenendo di averlo smarrito. Il tutto è stato sottoposto sequestro e la donna denunciata in stato di libertà per furto in abitazione ma il quadro investigativo deve ancora essere completato. Alla notizia comunicata dai poliziotti, il derubato si è sciolto in lacrime, contento anche di aver ritrovato la pelliccia della consorte. La donna invece è rimasta in silenzio davanti agli agenti dopo aver appreso che non sarebbe finita in carcere. Sono in corso verifiche per capire se la 60enne, incensurata, che abita da sola ed ha un figlio non convivente e non coinvolto nella vicenda, lavorando e avendo già prestato servizio presso  abitazioni di famiglie osimane come badante o colf, possa aver avuto altri incidenti penalmente rilevanti in passato. Con lei l’imprenditore non ha mai intrattenuto rapporti di lavoro.

(m.p.c.)

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