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Marche zona arancione,
nessun preavviso a baristi e ristoratori:
«Ora dobbiamo buttare via tutto»

ANCONA - Anche la Confartigianato chiede più rispetto per le imprese: «Modalità inadeguate e tempistiche che evidenziano mancanza di attenzione verso chi lavora seguendo con tanti sacrifici le regole»
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Serrande abbassate per bar e ristoranti

 

Sono in ginocchio i baristi e i ristoratori anconetani, come tutti i colleghi della zona arancione. Lo sono soprattutto perché in molti avevano fatto ordini che, venerdì mattina, sono stati consegnati. Tutto ciò senza ovviamente poter «immaginare di passare da zona gialla ad arancione, in maniera così repentina. Adesso – dice Giovanna Burattini del Bar del Pinocchio e responsabile della pagina Facebook “Baristi e ristoratori uniti delle Marche” -, è tutto da buttare. Non si dà un giorno di preavviso soprattutto quando si dovrebbe essere a conoscenza del fatto che le nostre attività lavorano con merce deperibile».
Bar e ristoranti, quando ieri già si iniziava a palesare la possibilità di passare a zona arancione, erano convinti che il provvedimento sarebbe scattato almeno a partire da lunedì e non prima, come invece è accaduto.
Le lamentele disperate sono comparse fin da subito sui social network tra chi spiega che sarebbe anche «disposto a chiudere tutto per combattere la pandemia, ma non in questo modo» riferendosi al fatto di aver speso centinaia di euro poche ore prima, «per qualcosa che andrà buttato».

Piazza del Papa nel primo giorno di coprifuoco

Zona arancione che ha fatto saltare anche le prenotazioni già prese, per trascorrere la domenica al ristorante.
In molti tornano poi ad organizzarsi per l’asporto «ma con il fatto che c’è un limite di persone che possono ritrovarsi nella stessa casa e solo per determinati motivi, e non ci si potrà spostare da un comune all’altro, le ordinazioni saranno minime» quasi a significare che non si potrà fare un affidamento economico nemmeno su quelle.
Si punta il dito dunque sul mancato preavviso necessario «a non buttare soldi inutilmente» tanto che, più «rispetto per le imprese», lo chiede proprio la Confartigianato tramite il Segretario Generale di Confartigianato Imprese Ancona Pesaro Urbino, Marco Pierpaoli che spiega come l’annuncio «arrivato senza preavviso, secondo cui le Marche saranno da domenica zona arancione è irrispettoso. Un provvedimento – dice – che arriva all’improvviso, con modalità inadeguate e tempistiche che evidenziano mancanza di attenzione verso chi lavora seguendo con tanti sacrifici le regole».

Un’ulteriore stretta che secondo Confartigianato «toglierà il poco ossigeno rimasto alle attività produttive. Tra l’altro, senza che le nostre imprese abbiano tempo e modo per prepararsi – sottolinea Pierpaoli – nel giro di 24 ore i nostri imprenditori del settore alimentare dovranno abbassare la saracinesca, già da domenica, con dispense e frigoriferi pieni di materie prime. Lo stesso Presidente Acquaroli, nel Post con cui ha dato l’annuncio della Zona Arancione nelle Marche – prosegue -, fa capire che non sia stata una scelta condivisa con il Governo Regionale, ma imposta da Roma.
Se questo è un provvedimento per salvare il Natale, ci chiediamo – attacca il Segretario – se non porti in realtà ad un colpo di grazia per le categorie e per le attività produttive, che così forse a Natale neanche arriveranno. Inoltre – conclude – vogliamo evidenziare che se siamo arrivati a questo punto è perché i provvedimenti varati a fine ottobre non solo non hanno attenuato l’espandersi della pandemia, ma hanno prodotto un danno economico al nostro Paese, con ristori che non bastano alle imprese e producono ulteriori debiti per future generazioni, che non avranno lavoro per ripianarli».

(Al. Big.)

 

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