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Il prefetto spazza i dubbi:
«Non sono permessi spostamenti
tra comuni per i servizi alla persona»

REGOLE - Niente sconfinamenti per raggiungere parrucchieri o centri estetici. Insorgono le associazioni di categoria. Cna Ancona: «Ci preme rappresentare e ribadire la grande difficoltà economica che sta degenerando in una vera e propria “disperazione” da parte di molte piccole imprese del settore»
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foto d’archivio

 

Spostamenti tra comuni per accedere ai servizi alla persona: il prefetto D’Acunto spazza i dubbi e ne ribadisce il divieto. Con una nota ufficiale, la prefettura ha chiarito che gli spostamenti « non sono previsti dal vigente dettato normativo, inteso alla salvaguardia del bene primario della salute. Non risulta, infatti, contemplato tra i motivi giustificativi dello spostamento in altro comune, l’aspetto fiduciario che può caratterizzare il rapporto tra cliente e fornitore dei servizi alla persona. Quanto sopra è stato anche rappresentato dal Prefetto alla Regione Marche, che con una nota in data 18 novembre scorso a firma del Presidente, ha condiviso tale interpretazione. Pertanto, eventuali spostamenti di cittadini al di fuori del territorio del comune di residenza o domicilio per recarsi in altro comune per fruire di servizi alla persona non sono consentiti e potrebbero essere passibili di sanzioni». La Cna Ancona aveva posto proprio alla Prefettura dei quesiti proprio per cercare di chiarire le nuove disposizioni con l’entrata delle Marche in ‘zona arancione’ e il Dpcm dello scorso 3 novembre. Fausto Bianchelli, responsabile Benessere e Servizi alla Persona di Cna: «A questo punto, forti della necessità di portare avanti le altrettanto legittime richieste dei nostri associati e trovando una auspicabile sintesi con le altre rappresentanze datoriali, ci preme rappresentare e ribadire la grande difficoltà economica che sta degenerando in una vera e propria “disperazione” da parte di molte piccole imprese del settore, formalmente aperte, ma che nei fatti si trovano con la necessità di affrontare un’operatività del tutto residuale, avendo investito in protocolli, procedure, dispositivi per poter lavorare a pieno regime. Questo fatto assai diffuso trova particolare affermazione nei piccoli comuni e nell’entroterra, dove la realtà è data da un intreccio di relazioni personali, fiduciarie ed economiche che vanno oltre i meri confini comunali».

Parrucchieri ed estetiste, Confartigianato “insorge”: «Inaccettabile divieto di spostamento»

 

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