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Ancona Capitale della Cultura,
il sostegno del CSV:
«Il tema dell’Altro sposa i nostri valori»

CANDIDATURA - "In bocca al lupo" al capoluogo dorico dal Centro Servizi per il Volontario delle Marche. Il presidente Bucchi: «la dimensione dell’incontro, della conoscenza reciproca e del rispetto sono alla base anche del nostro mondo»
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Il presidente del Csv Marche, Simone Bucchi

 

Il Centro servizi per il volontariato delle Marche rivolge il proprio “in bocca al lupo” al Comune di Ancona per la fase finale della candidatura a Capitale italiana della Cultura 2022. Il tema scelto dalla città per proporsi al titolo è particolarmente affine anche ai valori del volontariato e dell’associazionismo marchigiano: il rapporto con l’Altro. E dunque gli auguri di successo sono più sentiti che mai. Secondo Simone Bucchi, presidente del CSV Marche «la dimensione dell’incontro, della conoscenza reciproca e del rispetto sono alla base anche del nostro mondo. Il volontariato mette in primo piano le persone. Nasce quindi nel rapporto con l’altro, nella ‘cultura tra l’altro’, come recita lo slogan della candidatura». Non solo. C’è anche un ruolo attivo e diffuso del volontariato culturale nel tessuto associativo marchigiano, dunque in caso di vittoria, il titolo sarebbe accolto con intensa partecipazione, nel capoluogo e in tutte le città. Nelle Marche, tra organizzazioni di volontariato (odv) e associazioni di promozione sociale (aps), sono più di 300 le realtà impegnate nella valorizzazione del patrimonio storico artistico e attive nella produzione culturale con convegni, concerti, festival, spettacoli, mostre e altre forme di condivisione dei saperi. La vivacità associazionistica è inesauribile. «Sono migliaia i volontari che nelle Marche si adoperano nella cultura – spiega Bucchi – l’associazionismo culturale è stato uno dei più colpiti dalla pandemia. Senza eventi e momenti aggregativi, sospesi per ragioni sanitarie, tanto si è perso in termini di progettualità. Questo titolo sarebbe un’occasione di rilancio non solo per il capoluogo, ma per tutte le realtà regionali. E dunque, dita incrociate». Tra le associazioni che seguono con attenzione il percorso della candidatura per Ancona 2022 – Capitale italiana della Cultura, c’è anche l’Arci. Spiega Massimiliano Sport Bianchini, presidente di Arci Marche: «Il tema della candidatura è perfetto sia per le caratteristiche del capoluogo, città di mare e di frontiera, sia per il profilo di Arci che si riconosce in pieno nel tema dell’Altro, come incontro e conoscenza. Siamo presenti nel territorio attraverso multiformi attività, tra cinema, musica, spettacoli. E questo grazie all’impegno dei nostri volontari che, in caso di vittoria, vedrebbero la loro creatività, preparazione e generosità valorizzati e premiati».

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