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Polizia urbana, in vigore le nuove regole:
vietati i bivacchi e l’uso della plastica

ANCONA - Introdotto anche il Daspo: l’ordine temporaneo di allontanamento si applica nel raggio di 150 metri da scuole, università, fiere e mercati pubblici, pubblici spettacoli, parchi, presidi sanitari, monumenti e luoghi di culto
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foto d’archivio

 

Era vietato recare danno ai lavatoi, i cesti e i panieri dovevano essere portati a mano dai concessionari al mercato, vietate le crudeltà su bestie da sella e da soma, mentre l’articolo 73 vietava di uccidere e spennare pollame e cacciagione in pubblico, nelle vie e nelle piazze. Sono solo alcuni dei divieti che erano posti all’interno del vecchio regolamento di polizia urbana del Comune di Ancona. Datato 1933 è stato finalmente sostituito dal nuovo regolamento che è entrato in vigore dal dicembre scorso quando è stato approvato dal Consiglio comunale ed ora pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Ancona. La principale innovazione di un testo che oramai risultava in alcune parti anacronistico, riguarda la formalizzazione del Daspo urbano, trattato nell’articolo 22: l’ordine temporaneo di allontanamento, previsto in caso di illeciti commessi in una determinata zona, si applica nel raggio di 150 metri per scuole, università, fiere e mercati pubblici, pubblici spettacoli, parchi, presidi sanitari, monumenti e luoghi di culto. Una parte fondamentale, quella iniziale, è riservata alle norme che riguardano il decoro: dal divieto di immersione nelle fontane pubbliche, al lavaggio dei veicoli o animali nei corsi d’acqua comunali fino al bivaccare sotto i monumenti. C’è l’obbligo di mantenere in buono stato di manutenzione gli edifici pubblici e privati (anche in disuso), così come le aree verdi di pertinenza per evitare cadute, pericoli e allagamenti. L’articolo 17 ribadisce il divieto di atti di vandalismo sui beni pubblici. I proprietari dei fabbricati hanno l’obbligo di provvedere all’estirpazione dell’erba lungo tutto il fronte delle proprie case, lungo i relativi muri di cinta, fino alla linea esterna del marciapiede o per lo spazio di almeno un metro; hanno, altresì, l’obbligo di pulizia dei portici e passaggi appartenenti agli edifici anche se di uso pubblico. Per quanto riguarda le bevande, c’è il divieto alla vendita di alcolici dalle 21 alle 7 per gli esercizi commerciali. Agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande è concessa la vendita per asporto in bicchiere fino all’una di notte. Il regolamento prevede pure la chiusura fino a 20 giorni dell’attività che causa rumori e schiamazzi, sia all’interno che nelle immediate vicinanze. Sul fronte della tutela ambientale, è anche vietato l’uso di posate, bicchieri e cannucce di plastica nelle aree pubbliche così come vietato circolare dalle 21 alle 7 detenendo bevande in contenitori di vetro aperti. Per le aree verdi, i cani dovranno essere tenuti lontani dalle aree gioco dei bambini. Vietato produrre rumori molesti anche tramite radio, tv e strumenti musicali. Da questo punto di vista l’articolo 20 tutela particolarmente la fascia oraria compresa tra le 24 e le 7 (le 9 nei giorni festivi) e la prescrizione vale anche per i gestori degli esercizi pubblici. Per i venditori ambulanti c’è il divieto di esercitare la professione a meno di 200 metri dai locali dove vengono svolte manifestazioni o ritrovi salvo specifica autorizzazione. Il raggio aumenta a 500 metri in caso di vicinanza a cimiteri, ospedali e mercati. L’articolo 29 è dedicato al bagarinaggio con il divieto su tutto il territorio comunale di vendita di biglietti e di titoli di accesso al di fuori delle biglietterie, delle agenzie autorizzate e delle altre modalità permesse dagli uffici comunali.

Daspo urbano, stretta sulla movida e città plastic free: Le nuove regole di polizia urbana

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