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Minorenne preso a cinghiate:
condannato uno dei due aggressori

ANCONA - In ospedale, per le botte subite, era finito un 17enne bengalese. Ad accanirsi contro di lui erano stati due connazionali, arrestati dalla polizia dopo la violenza in via Giordano Bruno. La pena è di sei mesi di reclusione
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La polizia in piazza Ugo Bassi in una foto d’archivio

 

Minorenne inseguito e picchiato ferocemente in via Giordano Bruno: sei mesi di reclusione a uno dei due aggressori. La pena per un 29enne bengalese, difeso dall’avvocato Giuseppe Cutrona, è stata stabilita questa mattina dal giudice Maria Elena Cola. Il co-imputato, anche lui originario del Bangladesh, ha definito la posizione in un momento precedente, patteggiando otto mesi. Il pestaggio era avvenuto nel maggio del 2016 lungo via Giordano Bruno. A finire in ospedale era stato un ragazzo di 17 anni, connazionale delle persone finite davanti al giudice. Aveva subito vari traumi e fratture.

L’avvocato Giuseppe Cutrona

Non è mai stato chiarito il motivo che aveva portato al sanguinario episodio di violenza, terminato con l’arresto da parte della polizia dei due aggressori. Stando a quanto era emerso all’epoca delle indagini, la vittima era stata inseguita in via Giordano Bruno e malmenata sia con una cintura che a mani nude. Ci sarebbero state anche delle bottigliate. Il minore aveva trovato riparo in un negozio, attendendo l’arrivo dalla polizia. Parte del pestaggio era stato ripreso dalle telecamere installate al Piano. La difesa ricorrerà in appello: non sarebbe infatti stato riconosciuto dal giudice l’esito positivo del programma della messa alla prova stabilito dal tribunale e portato avanti dall’imputato.

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