facebook rss

Le Marche si scoprono vegane e cruelty-free
«Tramontata l’idea dell’insalata triste»

LE ESPERIENZE di aziende e negozi che mostrano maggiore sensibilità contro violenze e test sugli animali da laboratorio. Melania Moschini: «Da oltre 30 anni sono contraria a nutrirmi di carne, è una filosofia di vita». Accursia Vinciguerra: «Qualsiasi prodotto che vendo, compreso il packaging è sostenibile e non testato su esseri viventi». Alessandro Fenino «Sceso da Milano mi sono innamorato di questo territorio, la mia è la prima azienda biodinamica certificata in regione»
Print Friendly, PDF & Email

di Elisabetta Brasca

Oggi 24 aprile si celebra la giornata mondiale dedicata agli animali da laboratorio, la cosiddetta giornata “cruelty- free”, cioè “senza crudeltà”, in particolare sugli animali. E’ su di loro infatti che vengono testati molti dei prodotti che si acquistano ogni giorno. Questo tema trova opinioni discordanti tra di loro ma in questa giornata alcune aziende e negozi di articoli alimentari e cosmetici della provincia di Macerata, da tempo impegnati su questo fronte, hanno voluto ribadire la loro posizione.

PHOTO-2021-04-22-11-26-39-300x400

Accursia Vinciguerra, proprietaria del negozio “Beauty bio cosmetics”

Accursia Vinciguerra, 41 anni e proprietaria del negozio “Beauty bio cosmetics” a San Severino, da circa 10 anni è vegana e nel suo negozio attivo dal 2015 vende prodotti esclusivamente vegani, con l’intento di divulgare questa pratica o quanto meno di concedere ai clienti una giusta informazione sugli articoli vegani. «Un prodotto vegano non ha componenti animali ma soli vegetali quindi ad esempio senza miele e proteine come collagene e elastina ma contenente oli puri non testati. Non solo questi prodotti sono 100% vegetali ma anche l’intero processo di lavorazione e produzione non ricorre a elementi animali. Nel mio negozio – spiega- I clienti iniziano un percorso di filosofia vegan, c’è un discorso a 360 gradi sulla cosmesi: non si tratta solo di un mero acquisto di un articolo come shampoo o crema ma si parte proprio dal packaging sostenibile, infatti le confezioni sono in bio plastica che deriva dalla canna da zucchero ed è smaltibile più facilmente, si crea quindi una sorta di riciclo ad impatto ambientale basso». Tra i tanti prodotti, i cosmetici sono in cima alla lista, infatti sono moltissimi i brand fuori dall’Unione Europea che testano sugli animali. Per i membri dell’Ue, ciò è vietato e in Italia negli ultimi anni si è assistito a una sempre maggiore pratica orientata alla cultura vegan anche nel mondo vinicolo.

Alessandro-Fenino-e-silvia-Loschi

Alessandro Fenino e Silvia Loschi

L’azienda agricola marchigiana “Pievalta”,  a Maiolati Spontini in provincia di Ancona è celebre per essere la prima azienda biodinamica certificata nelle Marche. Alessandro Fenino, enologo milanese e Silvia Loschi, sua collaboratrice e compagna, hanno iniziato a produrre vino vegan dalla vendemmia del 2010. «Noi abbiamo deciso di produrre tutti i nostri vini in modo vegano e quindi tutte le nostre etichette hanno il bollino vegan. Si tratta quindi di non utilizzare prodotti di origine animale in vinificazione specialmente nelle chiarifiche quali albumina, gelatina o colla di pesce. È stato uno stimolo per lavorare con più attenzione dovendo rinunciare all’aiuto di alcuni chiarificanti, che sono di uso comune. Inoltre, siccome il vino è condivisione, ci piace pensare al nostro vino come collante tra persone che, sedute allo stesso tavolo, hanno scelte alimentari diverse».  Infatti è proprio il settore della ristorazione che da qualche anno vanta di una crescita di richiesta di piatti vegan, in funzione della salvaguardia degli animali.

coroncina

Melania Moschini

Melania Moschini, è la proprietaria e imprenditrice dell’azienda “Coroncina Veggie Country Relais”, fondata nel 2004 a Belforte del Chienti e ormai da 14 anni si occupa di cucina vegana. «Nell’agriturismo mettiamo in vendita per chi soggiorna i prodotti del nostro orto che coltiviamo con dedizione. Ad oggi essere vegani non è una moda ma una scelta di vita che va portata avanti in tutti i campi e molte sono le persone che adottano questo stile, chi per necessità chi per volontà. Tanti pensano quando si parla di cibo vegano, alla classica insalata verde triste nel piatto ma in realtà è una cucina che richiede moltissima cura per ogni ingrediente. Io sono da 30 anni vegana e ho visto solo aspetti positivi, attraverso l’autoproduzione infatti mangio cibo salutare che permette la raccolta immediata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X