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La piattaforma della discordia
finisce in consiglio comunale

ANCONA - All'interrogazione portata avanti dal consigliere comunale Francesco Rubini per Altra Idea di Città ha risposto il vice sindaco Pierpaolo Sediari che ha ribadito come tutto sia stato fatto seguendo l'iter corretto nell'ambito della richiesta presentata dal ristorante L'Ascensore
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La piattaforma che si trova nella pineta del Passetto

E’ finita in consiglio comunale la vicenda che riguarda la piattaforma costruita e posizionata nella pineta del Passetto, che verrà sfruttata dal ristorante L’Ascensore per poter lavorare con i tavoli e il servizio all’aperto a seguito dell’ultima normativa entrata in vigore per poter far tornare fruibili i locali.
L’interrogazione è stata avanzata nella mattinata dal consigliere comunale Francesco Rubini di Altra Idea Di Città che, spiegando come «l’anno scorso abbiamo accolto con favore la delibera comunale 37 del 18/05/2020 per l’emergenza Covid a sostegno delle attività di commercio su aree pubbliche e di somministrazione attraverso dehors; di fronte all’apparizione nella pineta del Passetto, di una pedana invasiva e invadente, dalla sera alla mattina, ampia 160 metri quadrati circa e che addirittura ingloba una panchina pubblica, non potevamo rimanere silenziosi».
Rubini ha provveduto ad interrogare la Giunta per «avere dei chiarimenti in proposito e soprattutto per cercare di fare chiarezza e dare risposte ai numerosi cittadini indignati di fronte a quello che sembra essere un vero e proprio abuso e incondizionato privilegio». A rispondere è stato l’assessore e vice sindaco Pierpaolo Sediari. «Sulla base di quali norme amministrative è stata realizzata la piattaforma? – ha detto – Ricordo che siamo in un regime di semplificazione dove sulle domande non è più richiesta per il periodo del Covid l’imposta di bollo e l’obbligo del procedimento attraverso lo sportello unico e, quindi – ha spiegato -, è stata rilasciata l’autorizzazione temporanea il 19 aprile 2021, valida per la durata dello stato di emergenza del Covid e attualmente prorogata al 31 luglio 2021».
A riguardo della piattaforma installata, Sediari ha sottolineato come questa «rispetta le prescrizioni. La piattaforma era prevista nella richiesta e nella planimetria legata alla richiesta e risulta realizzata – ha continuato – all’interno della superficie richiesta, che comprende anche l’area che era stata accordata lo scorso anno».
Risposta è stata data anche sul “giallo” della panchina rimasta inglobata nella struttura. «Come sia possibile che la pedana occupi una panchina pubblica? L’occupazione del suolo pubblico – ha ricordato – di per sé rappresenta una sottrazione del suolo all’uso della collettività, arredi compresi». La replica di Rubini arriva con la delibera 37 del 2020 alla mano che «consente – ha detto – sì l’occupazione attraverso dehors di una superficie non soggetta alle limitazioni di cui all’articolo 4 del Regolamento “Dehors”, ma non elimina tutte le altre prestazioni contenuto nello stesso articolo 4 che stabilisce come: “al fine di garantire il rispetto del Codice della Strada e la fluidità dei percorsi pedonali, le autorizzazioni sono soggette al parere vincolante del Comando di Polizia Municipale. E’ vietata qualsiasi occupazione che violi il Codice della Strada”; aggiungendo poi che “Negli ampi spazi pubblici o di uso pubblico, quali larghi, piazze, parchi e giardini, la richiesta di occupazione sarà valutata dallo Sportello Unico delle Imprese in sede di rilascio dell’autorizzazione, in collaborazione con gli uffici competenti in riferimento al contesto urbano, alla tipologia proposta e agli esercizi concorrenti. Nel caso di parchi e giardini – conclude – il parere del Settore Verde e Arredo Urbano risulterà vincolante per quanto riguarda l’indicazione delle modalità di collocazione del dehors». La questione non sembrerebbe dunque concludersi con la giornata odierna. Altra Idea Di Città, sulla propria pagina Facebook, fa sapere che «Alla luce di quanto disposto dal regolamento suddetto ci sembra chiaro che la questione andrà approfondita: proprio per questo – riporta – il nostro consigliere ha richiesto tutta la documentazione relativa alla pratica per poter analizzare la conformità dell’autorizzazione alle disposizioni regolamentari e capire se e quali pareri vincolanti sono stati chiesti».

(al.big)

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