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«Nel 2023 il nuovo Inrca
ma il vecchio ospedale va sistemato»

L’INTERVISTA - Dopo la segnalazione dell'Anaao Assomed sulle carenze strutturali del presidio ospedaliero di Osimo, giovedì sarà spostato il serbatoio di stoccaggio dell’ossigeno non a norma. «Era già in programma ma abbiamo sollecitato l'ufficio tecnico» spiega il dg dell'Inrca Ancona, Gianni Genga che parla inoltre del riavvio del cantiere all'Aspio di Camerano dopo l'aggiornamento del progetto alle nuove normative collegate anche alla pandemia
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Il cantiere del nuovo Inrca all’Aspio di Camerano con le prime opere sopraelevate: è stato gettato il solaio e si stanno alzando i pilastri del secondo ordine  (foto Giusy Marinelli)

 

Dal rilievo sull’assenza di un muro anti-deflagrazione per il serbatoio di stoccaggio dell’ossigeno, a quello delle vie di fuga dei percorsi antincendio non del tutto a norma per via di ostacoli e porte di legno, fino alla invadente popolazione dei piccioni che ha preso casa sul tetto del Ss Benvenuto e Rocco.

Oriano Mercante, segretario regionale di Anaao Assomed Marche

Focalizza l’attenzione su questioni non irrilevanti collegate alla sicurezza il dossier-denuncia sull’ospedale di Osimo, da tre anni ormai gestito dall’Inrca di Ancona, presentato questa mattina da Oriano Mercante, il segretario regionale di Annao Assimed. Sedici nodi da sciogliere per adeguare il vecchio fabbricato ospedaliero agli standard di legge, elencati dal sindacato dei medici ospedalieri, che hanno riportato in fibrillazione la sanità osimana da decenni alle prese con le carenze strutturali del presidio di via Leopardi e proiettata verso il nuovo Inrca-ospedale di rete in costruzione a Camerano dove tutti i reparti saranno accorpati. «I lavori del cantiere all’Aspio sono ripartiti e ci sono buone speranze che nel 2023 il complesso di 330 posti letto venga consegnato. Sarà un passaggio fondamentale per tutta la comunità di Ancona e per le Marche. -assicura Gianni Genga, dg dell’Inrca di Ancona – Dall’Anaao mi sarei aspettato, come minimo sindacale, una chiarificazione in sede di incontro piuttosto che un’uscita clamorosa in conferenza stampa. Ogni critica però va considerata come incentivo a far meglio e posso comunicare che giovedì prossimo, quindi tra due giorni, inizierà la procedura per spostare il bombolone dell’ossigeno all’Inrca di Osimo».

 

Gianni Genga, dg dell’Inrca Ancona

Dottor Genga dica la verità, l’operazione era già programmata o è stata anticipata?

«Sì, il percorso sarebbe andato a compimento al massimo la prossima settimana, certo non nascondo che oggi abbiamo ulteriormente sollecitato l’ufficio tecnico. Aspettiamo comunque di ricevere il documento con i 16 punti stilato dall’Anaao. Il segretario regionale ci ha già fatto notificare una diffida generica e per questo motivo avevamo chiesto un incontro, per essere informati nel dettaglio e per analizzare insieme come migliorare i singoli interventi. Evidentemente il sindacato ha ritenuto di convocare prima una conferenza stampa. Un po’ mi dispiace».

Forse i lavori avrebbero già dovuto essere conclusi…

«Dopo la legge in materia del 2017, anche per l’ospedale di Osimo è iniziato il percorso di adeguamento avviato dall’Asur, l’ente proprietario. A gennaio 2018 siamo subentrati nella gestione noi come Inrca e questo percorso è proseguito ma in una situazione complessa, come è accaduto un po’ per le strutture ospedaliere più vecchie della nostra regione. Abbiamo anche affidato incarichi esterni nel 2019 per trovare una definizione per le situazioni più complicate. Il bombolone dell’ossigeno si trova in quel punto da anni ma va spostato, è indubbio. Forse è durata un po’ troppo la procedura  ma in mezzo ci si sono messi la burocrazia, i permessi, contingenze varie e poi l’emergenza sanitaria. Garantisco che giovedì prossimo tramite una ditta esterna sarà spostato nella sede che avevamo già individuato».

Il serbatoio di stoccaggio dell’ossigeno dell’ospedale di Osimo da spostare

Dove verrà sistemato?

«Sempre all’interno dell’ospedale perché non c’è altro spazio. La normativa prevede che se i bomboloni non possono essere installati fuori dal perimetro dell’ospedale devono essere protetti da un muro di contenimento. Pertanto il silos sarà traslato qualche metro più in là rispetto a dove si trova oggi e sarà compartimentalizzato, dopo la costruzione di una piattaforma e di un muro che lo separerà dal fabbricato dell’ospedale, anche per evitare potenziali interferenze esterne».

Il sindacato solleva poi l’annosa questione dei piccioni, un vero problema in tutto il centro storico dove si trova anche l’ospedale…

«Per questo motivo, oltre ai vari contatti  intercorsi con il Comune di Osimo, abbiamo sistemato i dissuasuori in varie parti dell’ospedale investendo anche ingenti risorse per la sanificazione e la pulizia periodica della struttura piena di cortine e anfratti a tutela di tutti i fruitori, personale e degenti ricoverati».

Come pensate di risolvere invece la questione delle vie di fuga inadeguate?

«In parte sono già sistemate per altre sono in corso approfondimenti. Non capisco invece a che cosa fa riferimento il sindacato quando parla di assenza di vie di fuga all’esterno. Sappiamo tutti che l’ospedale di Osimo è un edificio con una storia antica, sottoposto perfino ai vincoli della Soprintendenza. Non è un caso se nel 2008 la Regione ha progettato il nuovo ospedale di rete Inrca all’Aspio di Camerano. Spero davvero che sia consegnato nel 2023».

Il nuovo Inrca – ospedale di rete: l’adeguamento del progetto alle ultime normative prevede anche percorsi separati ad esempio per il pronto soccorso

Una meta che sembra vicina dopo anni di stop e ritardi…

«Dovrà essere tenuto in conto anche la fase di collaudo ma confido che le imprese continuino a lavorare nel cantiere con questi ritmi. Sono solo 2 gli ospedali in costruzione nelle Marche, uno di questi è proprio il nuovo Inrca. Inaugurerà una nuova era perchè offrirà all’utenza servizi immovativi, dal pronto soccorso alla Rianimazione. In questi mesi abbiamo lavorato molto con la Regione per aggiornare il progetto originario secondo le nuove normative e misure collegate anche alla pandemia. In questa fase sono stati avviati i lavori alle paratie per rafforzare le fondazioni e cominciano a vedersi le prime opere sopraelevate».

Proprio perché l’edificio del Ss Benvenuto e Rocco è vetusto, non sarebbe più utile accelerare i tempi di consegna del nuovo ospedale, piuttosto che continuare a investire fondi in lavori di ristrutturazione, a partire da quelli di adeguamento per il pronto soccorso?

«In attesa del nuovo ospedale dobbiamo però proseguire nell’adeguamento della struttura del Ss Benvenuto e Rocco alle nuove normative anche perché non sappiamo ancora nella programmazione regionale, nel piano di riordino della rete ospedaliera, cosa resterà nel presidio di Osimo dopo il trasferimento dei suoi reparti all’Inrca di Camerano. Magari verrà mantenuto anche un Punto di Primo Intervento. L’ampliamento del pronto soccorso, in particolare, è finanziato con fondi specifici per il Covid. Siamo arrivati alla fase progettuale degli approfondimenti con la Soprintendenza e a breve avremo informazioni più dettagliate».

(m.p.c.)

 

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