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I gironi e i dannati dell’Inferno di Dante
diventano un gioco da tavolo

ANCONA - L'ideatore è il 42enne dorico Federico Latini. Il Comitato nazionale delle celebrazioni per i 700 anni della morte del Sommo Poeta, ha premiato la sua creazione dichiarandola il “gioco ufficiale” dell’anniversario. “L’arma” per sfide sono le carte, non quiz o trivia
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Un momento del gioco

di Giampaolo Milzi

Se il buon giorno si vede dal mattino, sarà tra gli intrattenimenti principe, assieme all’inossidabile tombola, delle prossime vacanze natalizie. Ma già adesso “Dante Alighieri: Commedia – Inferno”, basato su una felice e innovativa idea dell’anconetano Federico Latini, è un gioco da tavola ricercatissimo. Tanto che le 700 copie (in italiano e inglese, numerate, in versione deluxe, speciali e particolarmente eleganti), hanno fatto registrare il tutto esaurito. In quanto inviate dalla “Top Hat Games”, che le ha prodotte in anteprima, a chi le aveva richieste in pre-ordine. «Io la mia copia deluxe davvero unica, la numero zero, con le carte da gioco rese raffinatissime in quanto abbellite dalle incisioni litografie di Gustave Dorè l’ho aperta la prima volta ieri sera proprio qui ad Ancona, nella nuova sede del rinnovato Circolo ludico-culturale Lovecraft, a Vallemiano. – annuncia emozionato Federico, 42 anni, agente di commercio nel settore del fotovoltaico – E poi ci siamo tuffati nell’avventura di questo gioco».  Una specie di inaugurazione, per un’avventura che viene da lontano e ha il gran merito di coniugare spunti letterari, culturali e storici con il divertimento in compagnia. Un merito riconosciuto come patrocinio da “Dante 2021”, il Comitato nazionale delle celebrazioni per i 700 anni della morte del Sommo Poeta, che alcuni mesi fa ha dichiarato “Dante Alighieri: Commedia -Inferno” il “gioco ufficiale” dell’anniversario. Gioco che era stato candidato da Comune di Gradara, s.r.l. “Gradara Innova” e Regione Marche. E che sarà venduto anche in alcuni musei.

Federico Latini con il suo gioco

«In realtà non mi aspettavo questo successo immediato. – racconta Federico, rievocando la lunga gestazione di questa avvincente creatura in gran parte sua – E’ iniziato tutto quando nell’aprile 2015 ho vinto il primo premio al concorso “Nerd play aword” per prototipi di giochi da tavola svoltosi nell’ambito di “Modena Play”, la più grande manifestazione di settore a livello nazionale. Ma quel prototipo si chiamava “Maratonda”, ed era ispirato al cartone animato disneyano di “Alice nel Paese delle Meraviglie”. A quel punto è entrata in scena la “Sir Chester Cobblepot”, l’azienda di Ravenna che aveva sponsorizzato il concorso, specializzata nello sviluppo di giochi basati sul principio divulgativo della “public history”. I suoi specialisti hanno pensato di sostituire Dante ad Alice, ritematizzando il gioco, la cui meccanica di svolgimento è rimasta in sostanza la stessa e si prestava, con la sua flessibilità, al cambiamento».  Carte, non quiz o trivia, “l’arma” per sfide accessibili a tutti; basta avere curiosità e attitudine all’apprezzamento dell’ambientazione. Carte pescate dal mazzo e che girano fra i giocatori. Ma nell’idea originale e vincente di Federico vengono passate mani di gioco asimmetriche, che si concludono scartando l’ultima carta rimasta, con la sostituzione della più classica “draft” (sistema di scelta) circolare (dove tutti hanno la stessa quantità di carte in mano) con una “draft” a spirale. Ed ecco il primo dei tanti riferimenti alla “Divina Commedia”, la caratteristica forma dell’Inferno dantesco.

I giocatori (da 3 a 6) passano l’un l’altro la carta ad ogni turno, come Dante e Virgilio compiono il loro itinerario lungo i gironi. Gironi che, come una gigantesca scala a chiocciola che si fa sempre più stretta, arrivano in profondità. Per capire meglio regole e sistema del gioco ecco il link web “cobblepotgames.com/blog/la-divina-commedia-non-si-tocca-ma-si-gioca2”, dove fra l’latro si legge: “Anche le carte rimandano alla discesa negli inferi. Man mano che si scende, minore è il numero dei peccatori: per questo le “Carte incontro” diventano sempre più rare quando raffigurano i dannati più lontani dalla superficie, fino ad arrivare all’unica carta in copia singola di tutto il mazzo, quella di Lucifero”. Ogni giocatore impersonifica Dante che ha smarrito la “via della virtù” e ottiene i punti necessari a vincere la partita incontrando i peccatori, ovvero collezionando “Carte incontro”.

«All’inizio, durante il confronto con gli esperti della “Sir Chester Cobblepot”, ero un po’ scettico, titubante. Poi ho capito che la ricerca filologica e la loro esperienza nel riadattare il mio gioco hanno dato un risultato straordinario», confessa Federico. Già, un gioco straordinario. Come reperirlo in modo ordinario, in attesa che, a settembre “Giochi uniti”, nota casa di distribuzione di giochi da tavola, rifornisca i negozi specializzati? Prezioso il ruolo svolto dal Comune di Gradara, dove ogni anno si tiene la manifestazione “Gradara in gioco”, che ha finanziato la pubblicazione di “Dante Alighieri: Commedia – Inferno” (dopo un accordo siglato con Sir Chester Cobblepot l’anno scorso) e lo ha messo in vendita on line sul sito web https://shop.gradarainnova.com/home. Se ha qualcuno, durante le scuole superiori, la Divina Commedia è andata osticamente di traverso, beh, questo gioco è un po’ un modo per riscoprirla, magari anche in versione libro, cominciando da “L’inferno”. Dopo il “game over”, che siate o meno vincenti, di sicuro potrete esclamare “E quindi uscimmo a riveder le stelle”.

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