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Omicidio del Pinocchio,
chiuse le indagini:
Mattia Rossetti verso il processo

ANCONA - Accertamenti terminati sul delitto avvenuto lo scorso 8 dicembre in una stradina sterrata di via Maggini, dove era stato aggredito a colpi di coltello il 26enne parrucchiere Michele Martedì. L'accusa per l'indagato: omicidio volontario pluriaggravato. La difesa avrà 20 giorni di tempo per presentare una memoria o chiedere l'interrogatorio
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Il luogo del delitto

Delitto di via Maggini, la procura chiude le indagini. Omicidio volontario pluriaggravato la contestazione mossa dal pm Irene Bilotta al 26enne Mattia Rossetti, accusato di aver ucciso con una decina di fendenti l’ex compagno di scuola Michele Martedì. Il delitto risale alla mattina dello scorso 8 dicembre, all’altezza di via Maggini 204. Rossetti, difeso dall’avvocato Francesco Linguiti, si trova dal giorno dell’arresto a Montacuto.

Michele Martedì

Avrà venti giorni di tempo per decidere se presentare una memoria difensiva oppure se farsi interrogare dagli inquirenti. Poi, la procura sceglierà se chiedere (ma appare scontato) il rinvio a giudizio, portando così l’indagato a processo.  La chiusura delle indagini preliminari è avvenuta dopo il deposito delle relazioni peritali chieste dalla procura. Oltre a quella medico legale, sono stati depositati gli accertamenti sui dispositivi informatici sequestrati all’indagato (analizzati dal dottor Luca Russo) e quelli legati alla perizia psichiatrica svolta dal dottor Marco Ricci Messori. Nelle conclusioni, emerge un parziale vizio di mente di Rossetti al momento dei fatti. Il 26enne, già noto al Centro di Salute Mentale di Ancona, sarebbe affetto da un disturbo paranoide della personalità. Ciò, stando alla procura, non escluderebbe l’aggravante della premeditazione. Per gli inquirenti, l’indagato avrebbe infatti  avuto degli sprazzi di lucidità per preparare l’omicidio.

Mattia Rossetti

Lo confermerebbero le ricerche web eseguite dal 26enne sulla connotazione giuridica dell’omicidio premeditato e l’interessamento per un ipotetico viaggio in Inghilterra o verso un paese dell’America Latina che non prevede l’estradizione. Qualche giorno prima del delitto, inoltre, Mattia si era procurato il coltello a serramanico utilizzato per l’aggressione e aveva lanciato su Instagram una storia in cui insultava il parrucchiere Michele, diventato per l’indagato una vera e propria ossessione, tanto che la procura contesta anche l’aggravante dello stalking. Ci sono poi le aggravanti della crudeltà (il parrucchiere sarebbe stato colpito anche quando era a terra) e dei futili motivi. Durante l’interrogatorio di garanzia, Mattia – che era andato alla ricerca del parrucchiere anche il 7 dicembre – aveva ammesso di aver ucciso il parrucchiere, dicendo anche che a lui imputava «la causa dei fallimenti». Tra questi anche una relazione sfumata con una ragazza.

(fe.ser)

Omicidio via Maggini, la perizia su Mattia Rossetti: «Affetto da parziale vizio di mente»

«E’ stato un omicidio premeditato, Rossetti era ossessionato da Michele» Sarà chiesta una perizia psichiatrica

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