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Archiviazioni per Pianesi, le vittime:
«Ci sentiamo traditi dalla giustizia»

INCHIESTA PSICO-SETTA. Mauro Garbuglia per il comitato, dopo la decisione del Gip di Ancona. «Vanificato il lavoro della Squadra anti sette di Forlì. Se ci fosse stato un processo i testimoni avrebbero potuto raccontare cosa accadeva»
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Mauro Garbuglia

 

«L’archiviazione dell’indagine sulla psico-setta macrobiotica di Mario Pianesi rappresenta certamente un momento di dolore e di sconcerto», così Mauro Garbuglia, per il comitato Vittime di un punto macrobiotico. Il 21 luglio scorso il Gip del tribunale di Ancona, ha archiviato per il guru della macrobiotica, per la moglie, l’ex vice segretario di Upm, e Giovanni Bargnesi le accuse per associazione a delinquere e, per i soli Pianesi e Bargnesi, anche quella di illeciti tributari. In precedenza invece Pianesi aveva patteggiato 1 anno e 8 mesi e la moglie Loredana Volpe, un anno e due mesi, per violenza privata (reato derubricato da quello di riduzione in schiavitù). Garbuglia dopo la decisione del gip dice «Ci si sente traditi dalla giustizia che parrebbe non essere stata in grado di comprendere la gravità di quanto denunciato e vanificando le importanti indagini della Squadra Anti Sette di Forlì oltre a non aver dato alcun rilievo alle indagini bancarie sui conti correnti e sui movimenti bancari effettuati dalla famiglia Pianesi e tralasciando le pratiche commerciali, fiscali e contabili denunciate, che riguardavano l’amministrazione e la contabilità di tutti i Punti Upm». Secondo Garbuglia, «Un processo avrebbe portato alla luce l’oscuro mondo pianesiano, le vittime avrebbero avuto modo di raccontare cosa hanno vissuto, patito e sofferto, anche coloro che non hanno avuto il coraggio o la possibilità di denunciare tutto. Era l’occasione per la giustizia di ribadire l’inviolabilità di diritti umani basilari e la condanna della manipolazione attuata tramite la falsificazione dei dati, la suggestione, l’indottrinamento e quindi lo sfruttamento di persone che vivono fasi drammatiche della propria vita, perché segnate da gravi malattie o colpite dolorosamente nei propri affetti». Garbuglia dice che a sostengo di questo ci sono «decine di deposizioni dell’accusa da parte delle persone offese». Ancora, Garbuglia aggiunge: «Grande è adesso la preoccupazione per chi ancora potrà cadere nelle spire di un fenomeno settario verso cui, evidentemente, lo Stato italiano, pur avendo a portata di mano un’importante occasione, non ha ancora una volta voluto o potuto trovare gli strumenti per reagire. In maniera tragicomica gli esponenti ufficiali della setta ora cantano vittoria e avviano l’operazione di facciata, cercando di occultare il fatto che il guru che si vantava di essere il salvatore dell’umanità ha patteggiato una condanna a un anno e otto mesi per violenza privata al fine di evitare che le sue vittime potessero raccontare la verità. Di fronte a tutto ciò, ci mettiamo a disposizione di chi voglia sinceramente capire questo triste fenomeno senza farsi abbindolare dalla narrazione interna alla setta».

 

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