Controlli in bar e ristoranti:
tra i lavoratori ‘in nero’
anche ragazzi minorenni

foto d’archivio
Lavoratori ‘in nero’ e anche minorenni: nei guai tre locali, tra bar e ristoranti, di Senigallia. Sono finiti al centro delle verifiche eseguite negli ultimi giorni dall’Ispettorato del Lavoro di Ancona. Delle tre aziende risultate irregolari, due sono state destinatarie del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Scatta quando i lavoratori “in nero” superano il 20% del personale presente.
In una delle due aziende la cui attività è stata immediatamente sospesa operavano due minori.
In totale sono stati cinque i lavoratori trovati totalmente irregolari, due dei quali appunto minorenni.
Sono state inoltre rilevate anche violazioni dell’obbligo di tracciabilità della retribuzione perché i lavoratori hanno dichiarato di percepire pagamenti in contanti dal datore di lavoro, a fronte dell’obbligo di legge di pagamento tracciabile delle retribuzioni in vigore dal luglio 2018.
Finora le sanzioni amministrative elevabili assommano a oltre 60mila euro, ma gli accertamenti devono essere comunque completati quindi il quadro delle irregolarità potrebbe risultare alla fine più robusto di quanto già evidenziato. Con riferimento al primo trimestre del 2021 l’Ispettorato del Lavoro di Ancona ha effettuato 238 accessi (153 nel terziario, 44 in edilizia, 20 nell’industria e 21 nel settore agricoltura), dei quali 48 verifiche ed accertamenti (ammortizzatori sociali, strumenti di sostegno al reddito, patronati, verifiche Protocolli Covid-19) e 190 ispezioni (180 vigilanza ordinaria e 10 vigilanza tecnica di salute e sicurezza).
Le ispezioni definite sono state 152 delle quali 134 irregolari e 18 regolari con una percentuale di irregolarità pari all’88,16%. Precisamente le pratiche irregolari sono state 17 su 17 in agricoltura (100%), 18 su 19 in rdilizia (94,74%), 19 su 22 nell’industria (86,36%) e 80 su 94 nel terziario (85,11%).
Sono stati 777 i lavoratori interessati dalle ispezioni con riferimento alle violazioni riscontrate che sono state complessivamente 545 (526 amministrative e 19 penali), fra queste: 362 lavoratori in fenomeni interpositori, 192 lavoratori tutelati per il mancato rispetto dei tempi di lavoro e di riposo, 96 lavoratori vittime di reati di sfruttamento e caporalato, 86 lavoratori “in nero”, 14 violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, 8 lavoratori il cui contratto di lavoro è stato riqualificato.
L’imponibile contributivo accertato è stato pari a 2.914.199,97 euro, mentre il totale delle sanzioni complessivamente pagate è stato pari a 146.982,11 euro.
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