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«Dal molo crociere
a un parcheggio scambiatore:
ecco il futuro del porto»

ANCONA - Presentato in Consiglio Comunale il documento, presentato dalla maggioranza, per tracciare quello che potrebbe essere il nuovo piano regolatore dello scalo, dove dovranno convivere le attività produttive, gli eventi e una strategia turistica per valorizzare il patrimonio artistico-culturale
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foto d’archivio

 

Nuove banchine, un parcheggio scambiatore, la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale. Il futuro del porto è stato tracciato dal documento presentato dalla maggioranza e votato ieri in Consiglio Comunale. I firmatari: Mascino, Dini, Fagioli, Urbisaglia e Mandarano. «L’atto – dicono i firmatari – ha l’obiettivo di offrire alla nuova governance portuale che verrà, e a chi dovrà redigere il nuovo piano regolatore del porto di Ancona, un terreno di confronto e un contributo costruttivo in termini di visione e di priorità delle strategie di sviluppo, con un obiettivo temporale lungo».
La logica, come premesso in fase di presentazione dell’atto da parte del consigliere Mascino, è quella di proseguire in quel dialogo tra governance portuale e amministrazione comunale che negli ultimi anni ha dato grandi risultati e ha permesso di tracciare il solco di innumerevoli progetti. Secondo la maggioranza «il porto deve continuare ad essere un grande bacino produttivo e di lavoro, in cui convivono grandi cantieri e piccole realtà produttive, e continuare a perseguire la sua vocazione polifunzionale, garantendo il rafforzamento delle principali aree di sviluppo su cui già fonda alcuni dei suoi primati, come il traffico passeggeri, le merci, la logistica, la cantieristica, la pesca, le crociere, ponendo sempre particolare attenzione al tema della sostenibilità ambientale».
Entrando nel merito delle proposte, sul fronte delle infrastrutture occorre completare gli interventi in corso come la banchina rettilinea e le relative operazioni di dragaggio. Particolare attenzione sul fronte delle opportunità legate all’abbattimento dei silos e alla possibilità che vengano destinate quelle banchine ai traghetti, in modo da ridurre parte del traffico pesante che oggi entra dentro al porto passando per il varco da Chio diretto alle banchine 11-17. Anche sul fronte della logistica la priorità è quella di liberare spazi, anche recuperando quelli dell’area ex Bunge per rafforzare la competitività di chi opera sulle banchine container.
Le opportunità di sviluppo legate al raddoppio della capacità produttiva di Fincantieri, alla realizzazione del molo crociere e alla riorganizzazione delle banchine Ro.Pax dovranno essere di stimolo per ripensare l’intero sistema viario e dei trasporti all’interno del porto, con modalità di accesso e sosta sostenibili e per ridurre e ottimizzare l’impatto in termini di traffico, incidentalità, emissioni. «Tra le operazioni che auspichiamo – dichiarano i firmatari – c’è la realizzazione di un parcheggio scambiatore all’interno dell’area portuale, in posizione coerente con l’accesso privilegiato al porto da nord e lo studio e la realizzazione delle infrastrutture per un sistema di trasporto pubblico moderno e sostenibile che permetta il collegamento con le aree produttive del porto e la futura banchina crociere del molo Clementino, e che sia a servizio di turisti e cittadini per tutte le esigenze di mobilità verso il porto antico e la città storica».
Per promuovere il turismo, il documento punta «alla valorizzazione delle emergenze monumentali quali le mura storiche, la lanterna, il porto traianeo, la casa del capitano e fa la proposta di destinare una banchina del porto storico all’approdo di navi da diporto di grandi dimensioni, offrendo una soluzione in un contesto unico nell’Adriatico centrale, vista la presenza dei vari nodi di trasporto quali ferrovia, autostrada, aeroporto. Il porto antico inoltre può diventare, come in molte altre città portuali, un grande contenitore di attività legate alla movida, eventi e manifestazioni».
Infine, «ribadiamo la necessità di coniugare lo sviluppo con la tutela del lavoro e poiché il filo conduttore unico è la sostenibilità ambientale, in considerazione della vicinanza del porto alla città, è necessario fare una analisi del fabbisogno energetico delle navi traghetto, in modo da valutare investimenti a breve temine per la elettrificazione delle banchine, con evidenti benefici in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico nella zona portuale e nella cerniera urbana nel suo complesso».

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