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«Cosche calabresi nelle Marche:
c’è una presenza, non sono radicate»
Con la pandemia boom di reati online

INAUGURAZIONE dell'Anno giudiziario con il procuratore generale Luigi Ortenzi: «A San Benedetto soggetti riconducibili alla ‘ndrangheta catanzarese, in provincia di Macerata e Fermo proiezioni riferibili a cosche del Crotonese». Carenza di personale, in arrivo 140 funzionari nelle Marche
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L’aula della cerimonia

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

«Sebbene le Marche non facciano registrare al momento forme di stabile radicamento delle “mafie tradizionali”, negli ultimi anni si è comunque evidenziata la presenza e talvolta l’operatività di affiliati di criminalità organizzata calabrese».

Il procuratore Luigi Ortenzi

Così il procuratore generale facente funzioni Luigi Ortenzi nel corso della cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, svoltasi questa mattina al tribunale di Ancona in forma ridotta a causa della pandemia. Più nello specifico, il procuratore ha localizzato la presenza di ‘appendici’ della criminalità organizzata: «A San Benedetto sarebbero stati individuati soggetti riconducibili alla ‘ndrangheta catanzarese, in provincia di Macerata e Fermo sarebbero emerse proiezioni riferibili alle cosche del crotonese, mentre in provincia di Pesaro-Urbino sarebbe invece stata accertata l’operatività di soggetti riconducibili alle cosche dell’area reggina».

Il procuratore ha ricordato come il territorio marchigiano sia caratterizzato da una significativa presenza imprenditoriale in vari settori, tra i quali quelli agroalimentare, manifatturiero, turistico, basata su piccole e medie imprese: un sistema produttivo «potenzialmente attrattivo per la criminalità organizzata. Quella di matrice mafiosa potrebbe trarre profitto dalle attuali difficoltà congiunturali ai fini di riciclaggio dei capitali illeciti, ricorrendo anche alla pratica dell’usura nei confronti sia dei singoli cittadini che dell’imprenditoria».

Altro possibile interesse per la criminalità organizzata è rappresentato «dai finanziamenti pubblici per la ricostruzione post sisma». La pandemia ha inciso anche sui reati: «Le misure di limitazione degli spostamenti e delle attività commerciali e ricreative hanno inciso anche sulla tipologia dei reati commessi – ha detto il pg – Complessivamente è stato registrato un sensibile decremento della commissione dei reati comuni quali furti e rapine, fenomeni che suscitano nei cittadini maggior senso di insicurezza e allarme sociale, mentre risulta aumentato il numero dei delitti di truffa ed estorsione commessi via internet». I reati informatici, tra il primo luglio 2020 e il 30 giugno 2021, sono aumentati del 263% rispetto al periodo precedente. «Il consumo di sostanze stupefacenti e alcol – ha detto il procuratore – purtroppo spesso si ricollega alla piaga sociale e culturale degli incidenti stradali».

Il presidente Luigi Catelli

E’ stato affrontato anche il tema della scopertura delle piante dei magistrati e del personale amministrativo. La carenza all’interno del distretto, è del 21%, per quanto riguarda il comparto amministrativo. In procura generale, la media è oltre il 30%. 

Un aiuto verrà portato dalle risorse del Pnrr. L’annuncio del presidente della Corte d’Appello Luigi Catelli: «Al nostro distretto sono stati assegnati 140 nuovi funzionari» di cui 44 in Corte d’Appello, 35 al tribunale di Ancona, 19 a quello di Macerata, 12 a Fermo, altrettanti a Pesaro, 9 ad Ascoli e 9 ad Urbino. I primi innesti («giovani risorse di carattere straordinario») già a partire dal prossimo mese. Aiuteranno anche gli uffici nella sfida della transizione digitale.

 

 

Il governatore Acquaroli

Il questore di Ancona Cesare Capocasa

Il rettore Univpm Gian Luca Gregori

La sala della cerimonia dell’anno giudiziario

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