In montagna anticipo di primavera,
picco anomalo di pollini

CLIMA - E' stato registrato dall'Arpam un fenomeno mai osservato

 

pollini-natalizi

I pollini natalizi

 

di Claudia Brattini

I primi giorni dell’anno l’Arpam (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) si è trovata ad osservare un fenomeno senza precedenti e definito dalla biologa Nadia Trobiani «un anticipo di fioritura mai avuto prima analizzando i dati degli anni passati». Ma cosa è accaduto? Il nocciolo, Corylus avellana, tra il 1 e il 5 gennaio ha rilasciato i primi granuli pollinici nella stazione di monitoraggio di Comunanza che ha registrato il picco anomalo. Tale evento in questo periodo dell’anno non si era mai verificato in precedenza. L’ importante fioritura di questo polline, è avvenuta con largo anticipo rispetto ad ogni previsione e l’emissione pollinica ha toccato un picco molto elevato nelle 24 ore: un valore mai stato raggiunto in questo periodo dell’anno come da confronto con i precedenti anni monitorati.

noccioleto Il Nocciolo (Corylus avellana), appartenente alla famiglia delle Corylaceae, fiorisce di norma da gennaio a marzo, mentre l’emissione del polline avviene verso l’inizio della primavera. L’inizio della fioritura – constatano all’Arpam – è legato all’andamento delle temperature, lo sviluppo delle piante e quindi anche della fioritura è strettamente associata con l’andamento delle temperature dei mesi precedenti l’andamento delle variazioni climatiche (temperatura, pioggia, ecc.). Si è verificato uno strano fenomeno climatico in cui sulle coste si assisteva a nebbie e umidità mentre in montagna compariva un caldo anomalo durato per tutto il periodo natalizio. Dal giorno di Natale 2021 alla vigilia dell’Epifania, 5 gennaio 2022, non solo nelle Marche ma anche nel resto d’Italia e gran parte dell’Europa centrale e occidentale si assisteva al perdurare dell’Anticiclone Africano che ha prodotto valori di pressione molto elevati. L’anticiclone africano ha prodotto quindi un caldo anomalo in quota e freddo umido al suolo, specie lungo i settori costieri. Ricordiamo, infatti, che tra le specie botaniche e il cosiddetto meteoclima esiste un legame indissolubile. Le specie botaniche possiedono un’elevata vulnerabilità ai fenomeni meteoclimatici e la loro fioritura è legata alle condizioni atmosferiche. Ancora una volta gli esperti concludono evidenziando l’importanza del monitoraggio ambientale aerobiologico dei pollini allergenici – unitamente alle spore fungine – per controllare il territorio e monitorare lo studio dei cambiamenti climatici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

X