Incidenti e malori in Riviera:
le ambulanze ci sono,
«ma ‘bloccate’ dalla burocrazia»

LE PUBBLICHE assistenze Anpas della Croce Bianca Numana, Croce Azzurra Sirolo e Croce Gialla Camerano, dopo la giornata di Pasqua che ha visto diversi incidenti, sottolineano la necessità di 'sbloccare' mezzi che sono pronti per essere operativi ma rimangono 'fermi' nei garage costringendo a far intervenire altre ambulanze provenienti anche da fuori comune

L’incidente auto-moto in via Bologna a Numana avvenuto ieri

 

 

Il pomeriggio della Pasqua appena trascorsa, per le ambulanze in servizio sul territorio della Riviera del Conero, è stato indubbiamente movimentato. Non tanto per il numero di soccorsi effettuati, quanto per la concentrazione dei servizi di emergenza avvenuti tutti nello stesso arco temporale.
Nell’emergenza purtroppo, in questi casi, non si può parlare di casualità né di ‘sfortuna’ perché tutto può accadere, in qualsiasi momento della giornata e anche negli stessi istanti. La cronaca, di situazioni simili, ne è piena.
Ieri, però, si è arrivati addirittura a intervenire a distanza di 50 minuti dal momento della chiamata per quello che era un servizio riguardante una crisi respiratoria. Ma perché tutto ciò? Come può essere accaduto? Cinquanta minuti sono una infinità sia per la persona da soccorrere che per i suoi parenti che vivono lo stesso strazio e la stessa agonia.
La risposta arriva, schiettamente, dalle associazioni Anpas direttamente interessate. E proprio loro, hanno voluto sollevare il problema: «Il territorio Sud di Ancona ‘scoperto’ per garantire il soccorso di emergenza a Numana».
Due associazioni di volontariato: la Croce Bianca di Numana e la Croce Azzurra di Sirolo, convenzionate. «Due ambulanze ciascuna (una di prima partenza e l’altra ‘sostitutiva’ della prima) come richiesto dalla Legge Regionale per poter svolgere servizio di emergenza sanitaria 118 – spiega la Croce Bianca -, per un totale di quattro mezzi di soccorso disponibili: una sola di queste, ritenuta sufficiente e quindi autorizzata dall’Asur nell’arco delle 24 ore giornaliere nei territori di Numana e Sirolo, e le restanti tre ferme nei garage».
Ieri, sono state quattro «le richieste di soccorso in contemporanea tra Numana e Sirolo – prosegue -. La prima, arrivata dal Conero nel territorio di Sirolo, dove è stato fatto intervenire il solo mezzo territorialmente competente riconosciuto, dei quattro mezzi disponibili (in questo caso quello della Croce Bianca poiché di turno ndr). Questo – aggiunge -, essendo stato impegnato per oltre due ore, insieme ai Vigili del fuoco e al Cnsas nel soccorso ad una donna, non era quindi disponibile per sopperire a tutte le altre chiamate provenienti da Numana».
Nel frattempo però arrivano ulteriori richieste per ulteriori soccorsi e «la Centrale di Ancona Soccorso è stata costretta a reperire ambulanze dagli altri territori: Loreto, Osimo, Camerano e Castelfidardo, lasciando così tutti questi Comuni senza ambulanze pronte a garantire un immediato intervento di emergenza in caso di evento di massima gravità. Ma non solo – sottolinea -: facendo intervenire mezzi di soccorso dai territori limitrofi e quindi, aumentando anche i tempi di risposta all’emergenza, aumenta anche il rischio di incorrere in qualche incidente dovendo ricorrere poi all’invio di un ulteriore mezzo, come avvenuto ieri».
Ieri, infatti, proprio un mezzo in emergenza è rimasto coinvolto in un incidente.
La Croce Bianca conclude dicendo che «Si pubblicizza doverosamente la Riviera del Conero ai fini turistici. Si creano eventi per attirare visitatori ma poi, una volta che tutte queste persone arrivano a farci visita – si domanda -, è giusto lasciare vasti territori senza ambulanze per coprirne altri dove le ambulanze devono restare ferme nei garage?».
A non lasciar sola la Croce Bianca in questo sfogo, è la Croce Gialla di Camerano.
«Il solito scandalo che si ripete anche tutte le estati. Ieri siamo stati chiamati per intervenire in codice rosso – spiega – nel pieno mercato di Pasqua a Marcelli. Situazioni che aumentano il rischio di incidenti degli equipaggi di soccorso, quando vengono caricati emotivamente con richieste a effettuare interventi oltre il limite, che potrebbe compromettere la vita della persona da soccorrere. La persona – prosegue – è stata soccorsa dopo circa 50 minuti dalla prima richiesta di aiuto, perché la prima ambulanza che interveniva ha subìto un incidente. Inoltre, in giornate come queste – ricorda – alcune Pubbliche Assistenze mettono a disposizione volontariamente ambulanze aggiuntive, spesso ignorate dal Sistema di Emergenza».
E proprio quest’ultima frase: “Ambulanze aggiuntive messe dunque a disposizione ma ignorate” sarebbe il nodo del problema in quanto i mezzi a disposizione ci sarebbero anche, ma nessuno darebbe, stando a quanto riferito dalle Associazioni, l’ok necessario a farle partire.
«La stagione più critica è appena iniziata – conclude -. Speriamo che si trovi una soluzione prima che succeda l’irreparabile. Ieri – ricordano – c’è mancato poco. La speranza è che qualcuno che conti, rifletta su ciò e decida di ascoltarci».

Redazione C.A.

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