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Viva Servizi chiude il bilancio 2021
in attivo con un utile netto
di quasi 4 milioni di euro

ANCONA - Nonostante l’incremento dei costi per beni e servizi. la crisi pandemica ed energetica, la società che gestisce il servizio idrico integrato in 43 Comuni delle province di Ancona e Macerata ha continuato a realizzare importanti opere necessarie a soddisfare le esigenze dei territori. A luglio la nomina del nuovo CdA
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Moreno Clementi

 

 

I soci di Viva Servizi SpA hanno approvato all’unanimità il bilancio 2021 della società che gestisce il servizio idrico integrato in 43 comuni delle province di Ancona e Macerata. La presentazione e la votazione sono avvenute in teleconferenza nel rispetto delle norme per prevenire il contagio da Covid-19 come già era accaduto per l’approvazione del bilancio 2019 e 2020. Il CdA, in scadenza, sarà nominato nel corso della prossima assemblea, prevista intorno alla metà di luglio. Nella sua introduzione la presidente Chiara Sciascia ha ricordato ai soci le misure adottate anche per il 2021 dalla società per garantire i servizi nonostante le restrizioni per il Covid-19 attraverso il potenziamento degli strumenti alternativi allo sportello fisico che tutelassero anchei dipendenti. «Il nostro lavoro – ha spiegato – è andato in due direzioni: da una parte garantire la continuità del servizio, migliorando l’efficienza degli strumenti alternativi all’incontro fisico tra cliente e operatore presso lo sportello di Viva Servizi e, dall’altra, la salvaguardia della salute del personale dell’azienda che ha operato in regime di smart working con il regime delle rotazioni».

Nonostante l’anno difficile i risultati di esercizio del conto economico 2021 restano positivi, con ricavi pari a 67 milioni di euro, stabili rispetto al 2020. Parimenti stabili sono risultati i consumi di acqua tra i 405mila cittadini serviti, pari a circa 28 milioni di metri cubi. La pandemia ha visto aumentare i consumi domestici in parte compensati dalla riduzione di quelli commerciali/industriali. Il consumo di acqua erogato pro-capite raggiunge mediamente i 196 litri giornalieri ad abitante; se non venissero conteggiati i consumi delle aziende, ma solamente quelli domestici, la media sarebbe ancora più bassa (148 litri/ abitante/giorno). Complessivamente i volumi erogati, per mezzo della rete acquedottistica, presentano un incremento rispetto all’anno precedente di circa 31 mila metri cubi, pari al +0,11%. Come tutte le aziende e le famiglie anche Viva Servizi subisce il rincaro dei costi per materie prime e di consumo, prevalentemente consumi industriali di energia elettrica e di materiali d’uso corrente che incrementano in modo consistente per 3 milioni di euro (+40%) rispetto all’anno precedente a causa della crescita esponenziale delle tariffe energetiche e dell’aumento dei prezzi. Nonostante l’incremento dei costi per beni e servizi, l’utile netto arriva a sfiorare i 4 milioni di euro (5,7% dei ricavi).

Nel corso dell’esercizio la società ha continuato a realizzare importanti opere necessarie a soddisfare le esigenze dei territori gestiti, nonostante le difficoltà negli approvvigionamenti ed organizzative connesse alla crisi pandemica ed energetica, per un ammontare complessivo di oltre 22,2 milioni di euro con un notevole incremento rispetto al 2020 per circa 2,3 milioni di euro. «Si conferma la costante politica di investimento volta all’efficientamento della rete distributiva e degli impianti – ha detto il direttore generale Moreno Clementi – ed inoltre Viva Servizi, coerentemente con gli obiettivi di sostenibilità legati alla riduzione delle perdite idriche, ha predisposto una proposta progettuale per una spesa complessiva di circa 40 milioni di euro e partecipato al bando per accedere a circa 28 milioni di euro di fondi Pnrr per cofinanziarlo».

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