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«Ilaria viveva in una situazione
di disagio e pericolo nota ai Servizi sociali:
si dimettano il sindaco e l’assessore»

OSIMO - Il coordinamento delle Liste civiche di minoranza chiede a Simone Pugnaloni e a Paola Andreoni di fare un passo indietro. «Quella donna viveva con un marito condannato per violenza sessuale e agli arresti domiciliari. Come è potuto accadere? Assistiamo con sconcerto a una narrazione che vuole far passare un fatto di sangue di violenza inaudita come una tragica fatalità»
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I carabinieri sul luogo del delitto, il casolare di via Montefanese 149

 

Davanti alla morte di una donna, Ilaria Maiorano, e al fermo in carcere del marito magrebino Tarik El Ghaddassi con l’accusa di omicidio volontario, i coordinatori delle Liste civiche Osimo chiedono al sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni, e alla vice Paola Andreoni di fare un passo indietro. La coppia era già nota ai Servizi sociali e a giudizio dei rappresentanti politici del movimento civico di minoranza  tutta la vicenda sarebbe stata gestita con modalità inadeguate. «Chiediamo con forza e senza nessuna esitazione le dimissioni del sindaco Pugnaloni e dell’assessore ai Servizi sociali Paola Andreoni.- esordisce la nota a firma di Roberto Biondini e Giulia Dionisi, due dei coordinatori delle Liste civiche – Il quadro emerso in questi giorni non lascia spazio a dubbi: la situazione di disagio, emarginazione e pericolo in cui viveva la donna era ampiamente nota, il sindaco non ha esitato un secondo a raccontare che era amico d’infanzia di Ilaria, e ha dettagliato diffusamente a tutti i Tg le richieste di aiuto da lei ricevute, il bisogno di un lavoro per rendersi autonoma economicamente, il disagio di una vita che avrebbe voluto migliorare ma “si accontentava“; e ancora commenti sulla sua debolezza e fragilità che le sarebbero state fatali (femministe osimane, dove siete???)».

Il gruppo al completo dei coordinatori politici delle Liste civiche Osimo con Roberto Biondini (secondo da destra  in alto) e Giulia Dionisi (al centro della foto)

I movimenti civici, all’opposizione in Consiglio comunale, rimarcano che «Ilaria frequentava da tempo i Servizi sociali di Osimo, il marito era un pluripregiudicato agli arresti domiciliari, condannato anche per violenza sessuale e pare che tutti sapevano: come è stato possibile lasciare che lei e le due bambine vivessero insieme ad un delinquente violento? Ma come è potuto accadere? – domandano – Abbiamo visto tutti  le condizioni del casolare: poco più di una catapecchia; si lasciano una madre “fragile e debole” e due bambine a vivere in quel degrado, alla mercé dell’orco? Era una donna emarginata e in difficoltà, il marito l’aveva isolata dalla famiglia di origine: aveva bisogno più che mai di sostegno e protezione da parte delle istituzioni preposte. È ovvio e lampante che qualcuno ha sottovalutato, ha sorvolato, ha fatto finta di niente, si è girato dall’altra parte. Come può l’assessore ai servizi sociali Andreoni parlare di “idoneo monitoraggio”? Ma quanto pelo sullo stomaco ci vuole? Vi è sembrato idoneo questo monitoraggio?»

Ilaria Maiorano

Va precisato che il casolare di Padiglione dove vivevano i due coniugi è di proprietà di una istituzione religiosa che da tempo lo mette a disposizione anche dei Servizi sociali per sostenere famiglie in disagio economico e abitativo. A ferire la sensibilità del pubblico, sempre secondo i movimenti civici, sarebbe anche la comunicazione  degli amministratori di centrosinistra per il fatto di cronaca. «Assistiamo con sconcerto a una narrazione che vuole far passare un fatto di sangue di violenza inaudita, come una tragica fatalità. Non è così – ribattono Biondini e Dionisi nel comunicato – Il pestaggio a morte si poteva evitare perché i campanelli di allarme c’erano tutti: Ilaria e le bambine dovevano e potevano essere allontanate dal marito e sistemate in una struttura protetta. Chi sapeva e non si è preoccupato è responsabile e complice. E invece negli ambienti della sinistra osimana le parole che si sussurrano sono: cautela, prudenza, non strumentalizziamo, il tema è complesso, meglio il silenzio…o ancora vuote e banali dichiarazioni di intenti: dobbiamo informare, incrementare risorse…si guardano bene dall’ accennare a quello che doveva essere fatto prima: questa noi la chiamiamo omertà; e ci stupisce l’assordante silenzio dei politici osimani tutti: chi tace è complice. Davvero vogliamo far passare tutto così?»

Tarik El Ghaddassi

I movimenti civici leggono, in sostanza, quasi una nota di ipocrisia nelle iniziative prese per ricordare la 41enne, a partire dal lutto cittadino proclamato per domani, giorno delle esequie. «Qualche intervista in tv, il funerale, la fiaccolata, le foto della moltitudine di persone che giustamente vorranno rendere omaggio a Ilaria, molte dichiarazioni contrite, magari una gara di solidarietà per aiutare le bimbe (beninteso ottima iniziativa) e poi? Da lunedì torniamo a parlare di buche, asfalti, erba alta come se niente fosse? Non ci stiamo, non esiste. Qualcuno non ha fatto quello che doveva fare ma stavolta le inadempienze a cui siamo abituati hanno avuto un esito tragico; il sindaco e l’assessore ai servizi sociali si assumano le loro responsabilità di fronte alla comunità osimana e lascino i loro incarichi» è l’invito dei coordinatori delle Liste civiche Osimo.



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