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Pd Marche: «Nel post alluvione
la filiera di destra non sta funzionando,
troppe carenze e scarso coordinamento»

L'AFFERMAZIONE arriva dalla segretaria marchigiana Dem Chantal Bomprezzi e dal coordinatore della segreteria Andrea Belegni

Chantal Bomprezzi

 

 

di Antonio Bomba

Domani 15 settembre 2023 ricorrerà un anno esatto dall’alluvione che devastò Senigallia e i comuni limitrofi provocando diverse vittime. Ebbene secondo il Partito Democratico delle Marche fino a questo momento Governo e Regione non hanno fatto abbastanza, dimostrando come, sempre secondo il loro modo di vedere le cose «la filiera di destra non stia funzionando per niente in quanto mancano programmazione e coordinamento con i territori».

Per farlo hanno inviato alla stampa un ampio comunicato attraverso il quale si «esprime profonda preoccupazione per le criticità irrisolte e la mancanza di informazioni e pianificazione nella gestione dell’emergenza» e in particolare la sua segretaria Chantal Bomprezzi fa notare come l’organizzazione politica di cui fa parte «sta mettendo in rete tutti coloro che nel Pd e non solo si stanno spendendo sulla questione, in sinergia con i circoli cittadini coinvolti, i segretari provinciali, i rappresentanti istituzionali e i consiglieri regionali. Il Pd è all’opposizione ma non fa polemica sull’accaduto – tiene sentitamente a precisarlo – e piuttosto si adopera per risolvere i problemi delle persone. Certo è che questa sbandierata filiera di destra – arriva al punto della questione per loro importante – non sta funzionando, se non fosse stato per l’emendamento al Decreto Alluvione del nostro parlamentare Augusto Curti (deputato, ndr) da cui alcuni comuni marchigiani rischiavano di rimanere esclusi».

Bomprezzi prosegue nella sua analisi: «I fondi del Pnrr per dissesto idrogeologico sono stati tagliati dalla Meloni e in Regione, nonostante le richieste del nostro consigliere regionale Romano Carancini e di tutto il gruppo consiliare, continuano a rimandare la discussione in merito».

Andrea Belegni

Il coordinatore della segreteria Dem regionale Andrea Belegni, il quale ha anche la delega all’ambiente, esprime preoccupazione per quella che lui vede come una mancanza grave: la messa in sicurezza dei territori colpiti dall’alluvione: «Ad un anno dall’evento, nessun intervento strutturale serio è stato portato a termine, molti nemmeno sono stati avviati. Manca un approccio organico che permetta di affrontare seriamente queste problematiche, dove il punto di vista fondamentale deve essere quello della prevenzione e dell’adattamento al cambiamento climatico. Queste comunità vanno messe in condizioni di sicurezza affinché ciò che è accaduto non accada più. Invece oggi tra i cittadini è ancora forte la percezione di pericolo. L’entroterra è stato dimenticato, ci sono seri problemi di viabilità».

In via generale il Pd Marche sottolinea poi come, dopo un intero anno, si riscontrino secondo loro ancora molte criticità e molte cose che non hanno funzionato, come l’assenza del tavolo permanente tecnico politico promesso per coordinare le amministrazioni locali con Regione e Governo.

Altro punto secondo loro lacunoso è la mancanza di una pianificazione complessiva. Per sostenere la loro tesi portano ad esempio l’Ufficio Speciale per il Misa, promesso ma mai finanziato.

Molto grave è poi per i Dem è che il Governo Acquaroli non si sia mai assunto l’impegno di coprire o far coprire i danni al 100%, ma solo in parte.

In conclusione il Partito Democratico delle Marche promette di rimane impegnato a monitorare attentamente la situazione a tutti i livelli, grazie al supporto del tavolo Ambiente coordinato da Giancarlo Scortichini.

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