
Un momento dell’incontro
Un circolo culturale con servizio, non compatibile, di ristorazione. Un agriturismo e un personal trainer che svolgevano attività senza partita Iva. Locazioni in nero. Un possessore di 66 automezzi con compensi incoerenti rispetto a quelli dichiarati.
Sono alcuni casi emblematici dell’evasione di imposte erariali accertati grazie al rapporto di collaborazione tra Comune di Ancona, Ancona Entrate e Comando regionale Guardia di Finanza che, questa mattina, hanno firmato il nuovo protocollo di intesa, sulla scia di un primo accordo che risale al 2007 e che ha prodotto risultati significativi.
«Intensificare i rapporti di collaborazione, raggiungere l’equità fiscale, recuperare risorse economiche dagli evasori e quindi favorire una maggiore efficienza nei servizi erogati – è stato spiegato – sono gli obiettivi riconfermati dal nuovo protocollo che verte particolarmente sui tributi locali come Imu e Tari e, novità, l’Imposta di Soggiorno; ma anche sulle imposte erariali, dietro segnalazioni qualificate».
Lo spessore “educativo e formativo” dell’accordo è stato sottolineato dal sindaco Daniele Silvetti che ha ringraziato il Comando Guardia di Finanza per il dialogo e per l’attenzione rivolta a queste delicate tematiche.
Il vice sindaco e assessore al Bilancio, Giovanni Zinni ha messo in evidenza «l’importanza della qualità degli accertamenti» e quindi di una collaborazione efficace che permette agli uffici della Ragioneria di lavorare con più tranquillità.
Il generale Alessandro Barbera ha sottolineato il «riverbero positivo di un’azione sinergica legata all’equità fiscale», spiegando che i piani di intervento del Comando regionale Guardia di Finanza sono due: «individuare e comunicare con sollecitudine al Comune le irregolarità verificate e, al tempo stesso, mettersi a disposizione per recepire elementi di rischio che meritano attenzione».
Da parte sua l’amministratore unico di Ancona entrate, Lorenzo Giacomo Robotti, ha fatto presente che la linea tenuta dalla società addetta alla riscossione è stata sempre quella di «venire incontro ai contribuenti, facendo un distinguo tra chi dimentica o non può pagare e chi invece non vuole pagare. E’ quest’ultima categoria – ha detto – quella che grazie a questo protocollo va intercettata. Si fa veramente il possibile – ha aggiunto – per mettere i cittadini in condizione di pagare le tasse, per ridurre i costi degli adempimenti e per ridurre le sanzioni, a fronte di una gestione dei tributi sempre più complessa».
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