Truffata in tabaccheria
mentre sostituisce il figlio,
la polizia recupera la somma

La vittima si è rivolta alla polizia
Nella giornata di ieri gli agenti del Commissariato di Jesi, che avevano già permesso lo scorso 9 gennaio di denunciare per truffa un leccese 35enne, sono riusciti a restituire alla vittima, una 61enne della provincia di Ancona, i 2.478 che le erano stati presi.
Tutto era avvenuto lo scorso dicembre quando la donna di trovava nella tabaccheria di cui è titolare il figlio, assente per un impegno improvviso, e ricevette una telefonata nella quale il truffatore si spacciò per un addetto del servizio clienti della Mooney comunicando un mal funzionamento del circuito di pagamento.
Con una serie di raggiri, il 35enne riuscì a farsi versare l’ingente somma.
Gli accertamenti della polizia hanno consentito di procedere al sequestro preventivo del conto corrente collegato all’iban nel quale erano confluite tutte le somme di denaro, bloccandone la movimentazione. Nella giornata id ieri, è stato comunicato alla società Poste italiane il dissequestro del denaro presente nel conto dell’indagato con contestuale restituzione della somma di 2.478 euro tramite bonifico.
La vittima ha ringraziato la polizia per la celere e proficua indagine avviata che aveva portato non solo alla individuazione e denuncia alla Procura competente dell’autore della truffa, ma anche al recupero della somma carpita con inganno.
Il dirigente del Commissariato, Paolo Arena, invita i cittadini a prestare la massima attenzione, a non fidarsi istintivamente di quanti richiedano dati personali e della carta di credito al telefono, sollecitando inoltre a non temporeggiare nel presentare querela: la tempestività d’intervento è fondamentale per riuscire a bloccare il conto corrente dei truffaldini evitando così danni economici ingenti.
«Problemi nel circuito di pagamento»: nel mirino del truffatore finisce una tabaccheria
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