Chiusura d’anno all’insegna della cautela per la manifattura marchigiana. Il quarto trimestre del 2025 registra un lieve recupero dell’attività produttiva, ma il quadro generale resta fragile e fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche e dall’instabilità dei mercati internazionali.
È quanto emerge dall’indagine trimestrale del Centro Studi di Confindustria Marche relativa al periodo ottobre-dicembre 2025, realizzata su un campione di 241 imprese manifatturiere della regione.
Nel dettaglio, l’industria marchigiana chiude l’ultimo trimestre dell’anno con un aumento della produzione dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, un dato comunque inferiore alla crescita registrata dalla manifattura italiana nello stesso periodo, pari all’1,1%. Il risultato conferma un miglioramento rispetto ai mesi precedenti, ma non basta a dissipare le incertezze legate al contesto economico globale.
Segnali di recupero, seppur limitati, arrivano anche dal fronte commerciale, con un miglioramento leggermente più evidente sul mercato interno. Continuano però a pesare l’incertezza sulle politiche economiche e il clima di tensione internazionale, che rallentano gli scambi.
Situazione ancora complicata per il sistema moda, in particolare per il comparto calzaturiero, che continua a vivere una fase difficile nonostante qualche segnale di miglioramento nell’ultimo scorcio dell’anno. Andamento più positivo invece per altri settori trainanti dell’economia regionale, come la meccanica, l’alimentare e il mobile. Buona anche la performance della cantieristica navale.
Il quadro resta però condizionato dagli sviluppi dello scenario internazionale. I nuovi conflitti in Medio Oriente rischiano infatti di aprire una fase ulteriore di instabilità per i mercati.
«Il recupero dell’attività produttiva del secondo semestre ha consentito di controbilanciare quasi completamente la flessione della prima parte dell’anno – commenta il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali –. Si conferma il momento critico di alcuni settori, su tutti il calzaturiero, mentre altri registrano segnali incoraggianti, in particolare l’alimentare e alcuni comparti della meccanica».
Cardinali sottolinea inoltre come l’instabilità internazionale renda sempre più difficile programmare il futuro delle imprese: «La nuova crisi in Medio Oriente esplosa nei giorni scorsi pone il mondo e le imprese di fronte a un ulteriore periodo di enorme incertezza. Ci troviamo ormai, ad ogni trimestre, a fronteggiare nuovi scenari che apparivano imprevedibili appena poche settimane prima. In questo contesto formulare previsioni e programmare investimenti diventa quanto mai complesso. Siamo in volo livellato, ma in forte turbolenza».
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