«Portonovo, l’arretramento
delle strutture e l’Area Marina Protetta
sono le due grandi priorità»

ANCONA – Francesco Rubini, capogruppo consiliare di Aic, interviene nel dibattito sulle soluzioni da adottare per fermare l’erosione costiera

Un tratto di spiaggia di Portonovo (archivio)

Il mare continua portarsi via tratti di spiaggia anche nella baia di Portonovo. Con l’arrivo della primavera e in vista della nuova stagione balneare, riprende quota il dibattito sulle soluzioni da adottare per fermare l’erosione costiera. «A fronte del naturale corso del mare tipico dei trattati di costa sottoposti ad erosione ciclica, questa volta si parla con insistenza di scogliere, dopo aver già speso centinaia di migliaia di euro pubblici per ripascimenti a catena. Il principio è sempre lo stesso: pensare di sottoporre ecosistemi naturali millenari alle regole del profitto. Dopo i ripascimenti, inutili e costosi, siamo quindi alla proposta delle barriere soffolte, anche questa opera molto onerosa e tutta a carico dei contribuenti, con un consistente impatto ambientale e con effetti sull’ecosistema tutt’altro che prevedibili, così come già caduto altrove». E’ il commento diretto Francesco Rubini, capogruppo di ‘Altra Idea di Città’ nel Consiglio comunale di Ancona.

Francesco Rubini

Secondo Rubini, «in questo assurdo dibattito ci sono due grandi assenti: l’arretramento delle strutture e l’Area Marina Protetta che dovrebbero essere le due grandi priorità per la baia di Portonovo per delineare un futuro sostenibile di tutto l’area. Su questo la Politica e il Parco del Conero dovrebbero mettere tutte le loro energie piuttosto che continuare ad inseguire mastodontici progetti dal così alto impatto economico e ambientale. Il futuro di Portonovo non può che passare dalla difesa del suo delicato ecosistema e dalla promozione di uno sviluppo economico e turistico lontano dalle più classiche e dannose logiche predatorie».

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