Oltre 5mila tonnellate di rifiuti
(anche pericolosi):
un anno di Guardia di Finanza nelle Marche
Oltre 5.500 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi stoccati illegalmente e 25mila metri quadrati di aree protette messi sotto sigilli. È il bilancio numerico del primo anno di attività nato dal Protocollo d’intesa tra il Comando Regionale della Guardia di Finanza e l’Arpam. Le operazioni, condotte dal Reparto Operativo Aeronavale (Roan) di Ancona, hanno interessato l’intero territorio marchigiano attraverso 8 maxi-controlli mirati: ognuno di essi ha riscontrato gravi irregolarità, portando alla denuncia di 9 imprenditori.
I controlli si sono concentrati sulle aree sottoposte a vincoli paesaggistici o idrogeologici, spesso trasformate in discariche abusive o sfruttate per edificazioni non autorizzate. All’interno dei 25.000 metri quadri di terreni demaniali e fluviali sequestrati, i militari hanno infatti individuato 14 abusi edilizi per un totale di 3.160 mq. Il dato più critico riguarda però la tipologia di materiali rinvenuti: le fiamme gialle hanno bloccato il flusso di 2.900 tonnellate di scarti non pericolosi (macerie, pneumatici e residui di lavorazione) e ben 2.600 tonnellate di rifiuti pericolosi ad alto impatto ambientale, tra cui amianto, lastre di eternit e veicoli fuori uso mai bonificati.
Gli accertamenti del Roan hanno esteso il raggio d’azione anche ai bilanci e alla gestione del personale delle aziende coinvolte. Oltre agli illeciti ecologici, sono emersi casi di lavoro nero, il mancato versamento dei canoni demaniali e la sistematica falsificazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti. Le sanzioni hanno colpito anche gli scarichi non autorizzati di acque reflue industriali nei corsi d’acqua, delineando un sistema di espedienti normativi ed economici per abbattere i costi di smaltimento.
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