“Stupendo”:
Vasco fa sognare il Del Conero

ANCONA - Il popolo del Blasco risponde presente alla prima delle due date marchigiane. Scaletta mozzafiato fino all'immancabile "Albachiara"

Vasco Rossi al Del Conero

di Alessandro Luzi

‘Non siamo mica gli Americani’. È da quell’album del 1979 che Vasco Rossi ha pescato a mani basse per la scaletta di questa sera allo stadio Del Conero. Così come da ‘Gli spari sopra’.
Il messaggio è chiaro e lo dice lui sul palco proprio quando presenta ‘Gli spari sopra’: «Non ho mai fatto discorsi perché le mie canzoni parlano da sole. Questa è dedicata a tutti quei farabutti che governano questo Paese». E lo stadio esplode.
Ce l’ha con i politici Vasco Rossi. E lo ricorda anche durante ‘Fegato, fegato spappolato’, terzo brano in scaletta: «Dato che il potere è una droga, allora tutti quelli che governano sono dei drogati». Che sia una scaletta politica è evidente, e anche quella che fa pensare “Questo è il meglio di Vasco”.

Vasco Rossi al Del Conero

Mentre il sole si spegne dietro le sinuose colline anconetane della curva nord e la luna si guarda il concerto dall’alto del palco a V posizionato davanti alla curva sud, il popolo del rocker di Zocca si infiamma quando, alle 20.45, parte “Vado al massimo”.
Poi via con Ormai è tardi e Fegato spappolato, una dietro all’altra. Da lì più che un concerto, l’atmosfera sembra quella di una partita di calcio.

Vasco Rossi al Del Conero

Gli olè per Vasco, i cori e i brani cantati a squarciagola che quasi sovrastavano la musica. Si prosegue con il primo periodo artistico di Vasco Rossi, quello migliore, quando “le canzoni nascevano da sole” e toccavano il cuore della gente. Quelle canzoni che hanno resistito allo scorrere inesorabile del tempo come “Una nuova canzone per te”, “La noia” e “Tango della gelosia”. Brani che hanno attraversato generazioni e oggi nonni, genitori, figli e nipoti erano tutti lì, sul prato del Del Conero a cantarle insieme. Qualcuno anche con le lacrime agli occhi. Tutti con lo sguardo fisso sul palco, come se stessero lì sopra a cantarle con Vasco.

Vasco Rossi al Del Conero

La prima parte del concerto si è chiusa con un intermezzo musicale prog rock in stile Porcupine Tree e poi il via alla seconda parte. C’è “Siamo soli”, c’è “Faccio il militare”, “Gli spari sopra”, anche “C’è chi dice no” e “Stupendo”.
All’attacco di “Rewind”, come da tradizione, sono saltati una marea di reggiseni. Applausi scroscianti per “Il Gallo”, Claudio Golinelli, storico bassista di Vasco che è salito sul palco per suonare “Siamo solo noi”. E via verso il classico finale con “Vita spericolata”, “Canzone” e “Albachiara”. Due ore e mezza di concerto tenute come se Vasco avesse ancora vent’anni, tra giubbetti di pelle, felpe e collane, con una voce che non cala mai. Ora tutti a casa e intanto è già scattato il countdown per il bis di domani.

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