Vasco Rossi ad Ancona:
il bilancio della sicurezza
e i dati dei soccorsi
Un successo straordinario non solo di musica, ma anche di macchina organizzativa. Le due tappe del tour di Vasco Rossi allo Stadio Del Conero, il 23 e 24 giugno, hanno richiamato complessivamente circa 64.000 spettatori da tutta Italia.
Un evento di massima portata che si è svolto in una cornice di totale sicurezza, grazie a un piano di safety e security meticolosamente coordinato dalla questura e dalla prefettura di Ancona.
L’ordinanza del questore Cesare Capocasa ha visto l’impiego sul campo di oltre 400 operatori tra Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Polizia Locale, supportati da più di 300 addetti alla sicurezza interni allo stadio e 100 volontari della Protezione Civile a serata.
Il Centro Operativo Sicurezza (Cos), allestito direttamente all’impianto sportivo, ha monitorato costantemente i flussi. Grazie a tre linee di bus navetta gratuiti e ad aree di sosta dedicate, la viabilità ha retto l’urto: nella seconda data, il deflusso totale si è concluso regolarmente alle ore 00.40, appena un’ora e mezza dopo lo spegnimento dei riflettori. Per garantire la massima visibilità notturna nei parcheggi, sono state installate anche 10 torri-faro suppletive. Parallelamente, la Guardia di Finanza ha presidiato l’area contro bagarinaggio e contraffazione, mentre la Polizia Amministrativa ha vigilato sulla somministrazione di bevande.
Imponente anche il dispiegamento del sistema di soccorso, che ha visto collaborare in prima linea la Croce Gialla di Ancona (presente anche con un mezzo quad), la Croce Rossa di Ancona, le Croci Gialle di Chiaravalle, Falconara e Camerano, la Croce Verde di Castelfidardo e l’Avis di Montemarciano.
Ogni singola sera sono stati impiegati 80 volontari, 10 ambulanze, 15 medici e 15 infermieri, coordinati da una centrale radio interna allo stadio e da un referente del 118. In totale, durante la due giorni, sono state 220 le persone soccorse.
L’allestimento di un vero e proprio Punto Temporaneo di Soccorso con tenda ospedaliera ha permesso di effettuare un fondamentale lavoro di filtraggio sul posto. Questo ha evitato l’intasamento del pronto soccorso dell’ospedale di Torrette. La stragrande maggioranza dei malori o piccoli traumi è stata gestita direttamente al Conero, e si sono resi necessari soltanto 6 ricoveri a Torrette, tutti per codici di media gravità.
Un modello di “sicurezza partecipata” che ha incassato il pieno ringraziamento del Questore Capocasa a tutte le istituzioni, i sanitari e i volontari coinvolti.
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