Terremoto politico a Santa Maria Nuova:
si dimette il sindaco: «I piccoli Comuni
non possono essere lasciati soli»

Il sindaco Alfredo Cesarini
Il sindaco di Santa Maria Nuova, Alfredo Cesarini, ha annunciato ufficialmente le proprie dimissioni dalla carica.
La comunicazione, come si apprende dal comunicato ufficiale, è avvenuta nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 24 giugno, convocata per l’approvazione di alcune variazioni di bilancio. Alla base della decisione vi è la «crescente difficoltà dell’Ente nel sostenere oneri economici straordinari legati ai servizi sociali e decisi da Istituzioni sovracomunali».
Per far fronte al collocamento di minori in comunità stabilito dal Tribunale dei Minorenni, l’Amministrazione ha dovuto attingere agli ultimi euro disponibili dall’avanzo di amministrazione del 2025, destinando 51 mila euro per coprire la spesa solo per alcuni mesi. «Per il dopo non sappiamo dove trovare i fondi necessari per questo scopo», si legge nella nota, che quantifica l’impatto complessivo. Nell’arco di un solo esercizio finanziario, le spese per gli interventi sociali sono cresciute da circa 200mila euro a oltre 300mila euro, comportando un ulteriore costo annuo di circa 120mila euro. Una situazione definita «una cifra enorme non sopportabile dall’Ente».
Nonostante le difficoltà, il Consiglio ha approvato l’assestamento degli equilibri di bilancio (scadenza 31 luglio) «per il rispetto che nutriamo verso i dipendenti comunali che nulla c’entrano con queste dinamiche».
«Garantire tutela, assistenza e opportunità ai minori è un dovere morale e istituzionale – ha dichiarato il sindaco – che nessuno mette in discussione. Tuttavia, non è sostenibile che un piccolo Comune venga lasciato solo ad affrontare costi di questa portata, con il rischio concreto di compromettere servizi essenziali destinati all’intera comunità».
L’insostenibilità finanziaria ha già prodotto conseguenze concrete sul territorio, limitando la capacità del Comune di investire e costringendolo a rinunciare a bandi pubblici (come una misura del Gal e un bando della Camera di Commercio delle Marche) per mancanza delle quote di cofinanziamento.
Inoltre, il Comune non dispone più delle risorse (circa 50mila euro) necessarie per il programmato trasferimento della Scuola Secondaria di Primo Grado “B. Croce” in un altro edificio. Un intervento non più procrastinabile, già preso in carico dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (Usr) a seguito delle criticità sismiche riscontrate.
«Quanto accaduto rappresenta per me un punto di non ritorno – ha spiegato il sindaco –. Non ritengo giusto che il futuro finanziario di un Comune possa essere compromesso dall’oggi al domani da situazioni che richiederebbero invece un intervento strutturale e una più equa condivisione delle responsabilità da parte dei livelli istituzionali superiori».
Le dimissioni sono state formalizzate nella giornata di ieri, con la trasmissione degli atti al Prefetto e al Consiglio Comunale. Copia della comunicazione è stata inviata anche al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministro della Giustizia e al Presidente della Regione Marche, con l’obiettivo di accendere i riflettori sulla sostenibilità economica dei piccoli Comuni.
Il sindaco ha poi espresso forte preoccupazione per il rischio di un futuro commissariamento prefettizio, aggiungendo. «Io credo che a livello sovracomunale qualcuno si debba fare carico di queste situazioni. Non credo sia una bella prospettiva quella di Comuni commissariati perché non riescono a trovare risorse neppure per l’ordinaria amministrazione in quanto chiamati a fronteggiare situazioni economiche determinate da altre Istituzioni sovracomunali. A Santa Maria Nuova abbiamo rischiato il commissariamento già nel 2021, con la presentazione alle elezioni della sola lista mia, se non avessimo raggiunto i quorum. Ora il commissariamento, con tutto quanto ne consegue, potrebbe arrivare per cause estranee alla vita politica e amministrativa del nostro Comune. Sono curioso di vedere chi si prenderà la responsabilità di chiudere i bilanci in rosso, dopo che fino ad oggi abbiamo lavorato per abbassare il debito ereditato, mai si è fatto ricorso agli anticipi di cassa in 10 anni e sul territorio sono stati portati 11milioni di euro per investimenti in beni e opere pubbliche (solo 1,5 milioni con il Pnrr)».
In conclusione, il primo cittadino ha rivolto un ringraziamento al Consiglio, agli amministratori, ai dipendenti, alle associazioni, ai volontari e alla cittadinanza per l’impegno profuso in questi 10 anni di mandato, chiudendo con un auspicio: «Santa Maria Nuova merita di continuare il proprio percorso di crescita e sviluppo con serenità e con il sostegno concreto delle istituzioni sovracomunali. E’ questo l’augurio che rivolgo oggi a tutta la nostra comunità».
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