«Sono il maresciallo dei carabinieri»,
ma è una truffa da 4mila euro
Falso maresciallo al telefono e complice alla porta per ripulire la casa di una donna. È l’odiosa tecnica della truffa dell’amico o del finto carabiniere che ieri ha preso di mira una casalinga di 63 anni a Porto Recanati. Il raggiro, orchestrato nei minimi dettagli, è stato però stroncato in pochi minuti dai Carabinieri della Stazione di Loreto e del Nucleo Operativo e Radiomobile. I militari hanno intercettato i truffatori al casello autostradale prima che potessero fuggire con un bottino da quasi cinquemila euro in contanti e diversi gioielli d’oro.
L’allarme è scattato intorno alle 13, quando le pattuglie impegnate nel controllo del territorio hanno intercettato un’utilitaria sospetta nei pressi del casello dell’A14 “Loreto-Porto Recanati”. Il mezzo era già stato segnalato dalle centrali operative come veicolo potenzialmente utilizzato da malviventi in trasferta specializzati in questo genere di reati. Il tempestivo blocco dell’auto ha permesso di eseguire una perquisizione immediata, che ha portato al recupero di 4.670 euro in contanti e di svariati preziosi.
Gli accertamenti investigativi hanno permesso di ricostruire il modus operandi dei due fermati, rispettivamente di 36 e 22 anni, entrambi di origine campana. Poco prima, un complice aveva contattato la vittima sul telefono fisso di casa qualificandosi come il «Maresciallo dei Carabinieri di Porto Recanati». Con tono allarmistico, l’uomo aveva convinto la donna che il marito fosse rimasto coinvolto in una presunta rapina ai danni di una gioielleria locale. Pochi istanti dopo, il secondo malvivente si era presentato alla porta della vittima fingendosi un carabiniere in borghese, riuscendo a farsi consegnare il denaro e i gioielli come presunta cauzione o risarcimento.
La fuga dei due è però durata pochissimo. L’intera refurtiva è stata recuperata e sarà restituita alla legittima proprietaria. I due giovani sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata e trasferiti presso la Casa Circondariale di Ancona, dove restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
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