Riforma porti, vertice con Rixi.
I Comuni chiedono centralità
Il futuro della portualità nazionale, la logistica e lo sviluppo dello scalo dorico sono stati al centro dell’incontro ad Ancona tra il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, il presidente dell’Adsp Mirco Carloni e gli operatori del settore. Un confronto coinciso con il ripristino di 100 milioni di euro di fondi per l’Adriatico centrale. Al tavolo è emerso con forza anche il ruolo dei territori, con l’Anci che ha presentato un pacchetto di proposte per dare centralità ai sindaci nella riforma.
Il viceministro Edoardo Rixi: «La riforma dei porti poggia su una governance più efficiente, una programmazione strategica nazionale e una forte semplificazione amministrativa. L’obiettivo è rendere i porti italiani più competitivi, attrarre investimenti e rafforzare il ruolo dell’Italia come piattaforma logistica del Mediterraneo».
Il presidente Adsp Mirco Carloni: «La presenza del viceministro e il ripristino di fondi indispensabili ci riempiono di orgoglio. I principi della riforma ispireranno la programmazione del nostro Ente per contribuire a un sistema Paese che crea sviluppo».
Dal territorio arriva però la richiesta di un maggiore coinvolgimento dei Comuni, con un duro richiamo del sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, all’autonomia locale: «Solo mettendo al centro il ruolo dei Comuni sarà possibile pensare a un riordino della governance portuale. Ad Ancona il porto non è un’entità astratta, è fisicamente dentro la città. Per questo la voce del nostro territorio deve diventare decisiva e vincolante. Come Anci chiediamo un ruolo attivo dei sindaci nella nuova “Porti d’Italia spa”, il mantenimento dell’attuale composizione dei Comitati di gestione e, soprattutto, un netto rafforzamento dei poteri di partecipazione dei Comuni sui documenti di programmazione strategica. L’ascolto dei territori deve essere vincolante e non solo di galateo. Proponiamo infine un Fondo Perequativo nazionale per compensare le comunità dei costi legati a inquinamento e usura delle strade tramite una quota dei proventi portuali».
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