Stangata del caro-scuola:
spesa media sui 300 euro per i libri,
ma l’usato si scontra con le nuove edizioni (Video)

ANCONA - A una settimana dalla campanella le famiglie fanno i conti con rincari fino al 30% rispetto allo scorso anno

di Gino Bove

Un salasso annunciato che ad ogni inizio settembre picchia sempre più forte sulle tasche degli anconetani. A una sola settimana dal rientro sui banchi, la stangata del caro-scuola si fa sentire sulle famiglie, costrette a fare i conti con un rialzo dei prezzi rispetto allo scorso anno.

Le commesse al lavoro

Compilare la lista della spesa per il nuovo anno scolastico si è trasformato quasi in un’impresa. I dati raccolti alla Libreria Baldini della Baraccola delineano uno scenario chiaro: per un solo studente, la spesa media supera i 400 euro se ci si limita ai testi nuovi di zecca, escludendo dal conteggio vocabolari e corredo di cancelleria. Chi riesce ad accaparrarsi qualche volume di seconda mano può sperare di assestarsi attorno ai 300-320 euro, ma la vera emergenza scatta nelle case con più di un figlio, dove il totale alla cassa può sfondare il tetto dei 500 euro.

Compravendita dei libri scolastici

A commentare la tendenza Hazar Ben Rahiem, commessa della libreria: «Abbiamo un sacco di richiesta dei testi usati, anche perché c’è uno sconto del 40% rispetto al prezzo di copertina. Vediamo molti clienti che inizialmente acquistavano solo il nuovo e che ora visionano anche l’usato per cercare di risparmiare sull’importo totale dei testi».
Un’esigenza confermata a gran voce anche dai genitori all’uscita dal negozio, come una mamma di due studenti che sintetizza con amarezza la situazione: «Si spende di più, tantissimo di più. In comparazione con l’anno passato penso magari un 30% in più».

Clienti in attesa all’esterno della libreria

In questo contesto, la corsa al libro usato non è più una scelta di nicchia, ma una necessità. Una valvola di sfogo che però sbatte sistematicamente contro il paradosso delle nuove edizioni. Basta infatti un piccolo aggiornamento o un nuovo codice ministeriale da parte degli istituti per rendere d’un tratto fuori corso i volumi dell’anno precedente.

«C’è stata una maggiore richiesta dell’usato – spiega ancora Hazar – ma ovviamente non è sempre possibile trovarlo in quanto ci sono nuove edizioni». A testimoniare la frustrazione sono gli stessi studenti e genitori intervistati all’uscita dalla libreria. «L’usato aiuta parecchio, soprattutto nelle casse di una famiglia con più figli», racconta un’altra madre. «Purtroppo dobbiamo ricorrere a quello. Questa mattina per due figlie ho speso sui 300 euro e non li ho presi tutti». Le fa eco un giovane studente di ritorno dagli acquisti: «Abbiamo speso per i miei libri in totale 274 euro tra alcuni nuovi e alcuni usati. Per mio fratello ancora non abbiamo finito e abbiamo pagato finora quasi 200 euro, ma ci mancano ancora due o tre libri. Rispetto all’anno scorso si spende di più». Perché? Torniamo sempre là: «Succede principalmente su quelli nuovi perché nella mia scuola hanno cambiato edizioni– conclude il giovane- quindi ti obbligano ad andare con i libri nuovi e stiamo pagando ancora di più».

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