Scontro sul lancio dei palloncini.
Fidapa: «I nostri sono ecologici».
Plastic Free incalza: «Vanno vietati tutti»
di Sabrina Marinelli
Il provvedimento con cui il Comune di Senigallia intende vietare il lancio in aria dei palloncini di plastica, per ridurre l’impatto ambientale, ha riacceso il dibattito in città.
Sul tema interviene la Fidapa BPW Italy di Senigallia, tramite la presidente Stefania Nardella: «I palloncini utilizzati dalla nostra associazione, già nelle passate edizioni della Passeggiata in Rosa per la Vita, erano di tipo Plastic Free, scelti proprio con attenzione alle caratteristiche del materiale. Riteniamo tuttavia importante sottolineare che la sensibilità ambientale della Fidapa non nasce dal recente protocollo né dalle polemiche che hanno riguardato la manifestazione. Da tempo, infatti, stiamo lavorando per rendere le nostre iniziative sempre più in sintonia con le esigenze di tutela dell’ambiente, valutando anche modalità alternative per rappresentare il significato simbolico della Passeggiata in Rosa. Si tratta di un percorso già avviato, che intendiamo portare avanti con serietà e spirito costruttivo».
Fidapa, criticata lo scorso anno da Legambiente per il lancio dei palloncini, tranquillizza, quindi, sul fatto che non siano di plastica. «Accogliamo favorevolmente ogni iniziativa che contribuisca a promuovere comportamenti sostenibili e riteniamo che la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini sia la strada migliore per raggiungere risultati concreti – prosegue la presidente -. Allo stesso tempo, auspichiamo che il confronto su questi temi non si concentri esclusivamente su aspetti obiettivamente secondari rispetto alla rilevanza complessiva della questione, tenuto conto, d’altra parte, della diffusione dell’utilizzo dei palloncini in numerose occasioni pubbliche e private, dalle feste alle cerimonie, evitando di concentrare l’attenzione su una singola manifestazione. La Passeggiata in Rosa per la Vita, che tornerà il 4 ottobre, è prima di tutto un’iniziativa dedicata alla prevenzione oncologica femminile, alla solidarietà e alla promozione di stili di vita sani – conclude -. È questo il valore che da anni guida il nostro impegno e che continueremo a perseguire, con la stessa attenzione anche verso la sostenibilità ambientale».
Gli ambientalisti incalzano, però, sul fatto che i palloncini, anche quelli ritenuti ecologici, costituiscano comunque una minaccia concreta per l’ambiente e la fauna selvatica una volta dispersi. A spiegarlo è Leonardo Puliti, referente regionale Plastic Free Marche e Umbria e presidente del Circolo Legambiente Osimo: «Ormai l’intera comunità scientifica e tutte le principali associazioni ambientalistiche si dichiarino fermamente contrarie al lancio collettivo di palloncini in aria, inclusi i modelli commercializzati come biodegradabili. Spesso si diffonde il falso mito che i prodotti in lattice naturale siano innocui per l’ambiente, ma la realtà evidenzia che questi manufatti richiedono svariati mesi, e talvolta persino anni, per decomporsi completamente, specialmente quando terminano il loro volo in mare o in contesti terrestri privi delle temperature ottimali per un rapido degrado biotico. Nel corso di questo lungo intervallo temporale, i frammenti aerostatici mantengono intatta la propria struttura elastica e, ricadendo inevitabilmente al suolo o galleggiando sugli specchi d’acqua, si trasformano in una minaccia letale per la fauna selvatica poiché vengono scambiati per cibo e ingeriti da cetacei, tartarughe marine, uccelli e pesci, provocando occlusioni intestinali e una tragica morte per inedia».
Il referente Plastic Free prosegue ricordando che: «i nastri e i cordoncini sintetici a cui sono legati, inoltre, creano micidiali trappole fisiche capaci di intrappolare e immobilizzare gli animali. Questa problematica globale ha spinto decine di amministrazioni comunali in Italia ad adottare ordinanze di divieto tassativo per limitare tali emissioni nocive. Diventa perciò di fondamentale importanza promuovere una transizione culturale verso l’utilizzo di forme di spettacolo e decorazione autenticamente ecologiche ed alternative, capaci di regalare forti emozioni visive senza mettere a repentaglio la biodiversità del pianeta, impiegando soluzioni innovative quali bolle di sapone giganti, aquiloni riutilizzabili o la piantumazione di nuovi alberi e arbusti floreali a imperitura memoria dei nostri momenti di festa».
Sulla stessa linea i fuochi d’artificio. «I residui di plastica e la plastica rigida impiegati nei moderni dispositivi pirotecnici, uniti a polveri sottili e metalli pesanti, si disperdono nell’ambiente – conclude – e minacciano gli ecosistemi naturali e la fauna».
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