Da imputato a parte lesa:
bullo condannato per lesioni
porta la sua vittima in tribunale

Il tribunale
A ottobre 2016 era stato condannato a un anno di reclusione perchè ritenuto responsabile di aver inflitto delle lesioni a un 60enne aggredito in piazza Malatesta. L’imputato era un 20enne anconetano, considerato un componente di quelle famigerate baby gang che un paio di anni fa aveva tenuto sotto scacco il centro storico, tra danneggiamenti e piccoli furti. Come parte civile si era costituto il 60enne, all’epoca finito al pronto soccorso e dimesso con una prognosi di 25 giorni, poi prolungata a 85. Questa mattina, davanti al giudice Elisa Matricardi, è partito il processo bis. Il reato è sempre quello di lesioni personali, ma sul banco degli imputati deve sedere il 60enne. Parte civile è il giovane bullo. Tramite il suo legale, Antonella Devoli, chiede un risarcimento danni del valore di 5 mila euro. Il procedimento nasce dalla controquerela sporta all’epoca dei fatti, nel maggio 2016, dal 20enne. Anche il ragazzo aveva raggiunto l’ospedale dopo essere stato arrestato dalla polizia. Per lui, 5 giorni di prognosi per delle ecchimosi. L’attuale parte civile, infatti, ha sempre sostenuto di aver iniziato una colluttazione con l’imputato dopo che questo gli aveva stretto la catena di una bicicletta al collo. Tutto era nato in piazza Malatesta a seguito dell’allarme lanciato dalla suocera del 60enne, residente in zona. La donna aveva intimato il 20enne e un suo amico all’epoca minorenne (per cui è stato aperto un procedimento per lesioni al tribunale competente) a lasciare stare una disabile che i due avevano preso di mira. In compenso, la donna – a suo dire – aveva ricevuto un getto di sassi contro le sue persiane di casa. Spaventata, aveva chiamato la figlia che, a sua volta, aveva allertato il 60enne. L’uomo era arrivato a bordo della bicicletta. Uno scambio di parole con i due ragazzi, poi le cose erano degenerate. Ne era nata una colluttazione. L’uomo ha sempre sostenuto di essere stato brutalmente aggredito, persino con una bottiglia di vetro appena spaccata dal duo. I ragazzi, invece, affermano che il primo a colpire sia stato proprio l’attuale imputato. L’uomo avrebbe stretto la catena della bici attorno al collo del 20enne. Proprio da questo fatto è a partita la querela. Nel frattempo, è venuto a conclusione il processo che vedeva imputato il giovane anconetano. Il giudice aveva stabilito per lui un anno di reclusione, con la sospensiva attiva solamente dietro il pagamento di una provvisionale alla vittima del valore di 10 mila euro. Su questo procedimento, è pendente il secondo grado.
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