Biglietto del bus contraffatto:
50enne assolta dopo otto anni

ANCONA - Era accusata di truffa e falso dopo un controllo eseguito sul bus nell'ottobre del 2013. Condannata in primo grado a otto mesi e a risarcire Conerobus di mille euro, è stata scagionata solo in appello

foto d’archivio

 

Sotto indagine per otto anni per aver presentato al controllore del bus due biglietti contraffatti. E’ la storia di una 50enne anconetana, finita a giudizio per i reati di truffa e falso materiale. In primo grado è stata condannata dal giudice monocratico a scontare otto mesi di reclusione e a risarcire Conerobus di mille euro, in appello è stata scagionata. La contestazione: l’aver presentato nell’ottobre del 2013 a bordo di un bus due biglietti che, nella parte della timbratura, avevano una sorta di sostanza incolore, applicata per far presumibilmente utilizzare il ticket una seconda volta. Il controllo era avvenuto sulla linea extraurbana Castelfidardo-Ancona. La donna era stata multata e poi la vicenda segnalata alla procura. La 50enne, incensurata, è stata rinviata a giudizio nel 2017 e condannata nel 2019, con la Conerobus costituitasi parte civile. L’appello è di pochi giorni fa: il  falso è stata derubricato e lei è stata assolta perchè la nuova fattispecie contestata non è più considerata reato. Si è sempre difesa sostenendo di aver preso quei biglietti da un’amica, non facendo caso alla modifica dei titoli di viaggio, del valore complessivo di neanche cinque euro. Certo non pensava di poter finire sotto inchiesta otto anni per due ticket falsi.

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