Milite Ignoto, il ‘Treno della Memoria’
fa tappa ad Ancona

ANCONA - Arriverà giovedì nella stazione dorica. All’interno è allestita una mostra itinerante che potrà essere visitata dalle 9 alle 18

E’ partito nuovamente il 6 ottobre dalla stazione di Trieste, nell’ambito delle attività connesse con la commemorazione del Milite Ignoto, il ‘Treno della Memoria’ quale prosecuzione del viaggio del convoglio speciale che nel 1921 trasportò la salma del soldato da Aquileia a Roma e che giungerà nella Capitale il 4 novembre.
Il treno farà sosta giovedì nella stazione di Ancona, dalle 8 alle 23.30.
All’interno è allestita una mostra itinerante che potrà essere visitata dalle 9 alle 18.
All’arrivo del treno nel capoluogo dorico, sarà tenuta una cerimonia commemorativa che si svolgerà alle 8.30 alla presenza delle autorità locali civili, religiose e militari, nonché delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e di una rappresentanza di studenti degli Istituti scolastici della provincia. La Fanfara dell’Accademia Navale di Livorno accompagnerà l’evento con l’esecuzione della ‘Marcia del Piave’.
Il trasferimento della salma del Milite Ignoto da Aquileia a Roma e la solenne tumulazione presso l’Altare della Patria, al Vittoriano, furono promossi dal Parlamento dopo la conclusione del primo conflitto mondiale, nel corso del quale persero la vita circa 650mila militari italiani, con l’approvazione della legge 11 agosto 1921, n. 1075, “per la sepoltura in Roma, sull’Altare della Patria, della salma di un soldato ignoto caduto in guerra”, al fine di onorare i sacrifici e gli eroismi della collettività nazionale nella salma di un soldato sconosciuto e non di un condottiero vittorioso.
Oggi come allora, il viaggio del ‘Treno della Memoria’ unisce idealmente tutta l’Italia e tutti gli Italiani, coinvolgendo le diverse generazioni, per ricordare il sacrificio di chi è caduto e di chi ha donato la propria vita per il Paese e di chi anche oggi, come i militari, è impegnato in Patria e nelle missioni in tante parti del mondo. Il valore di questa ricorrenza è unificante per il nostro Paese, esattamente come accadde più di cento anni fa.

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