“Ancona, porto e commerci
in età moderna”,
un convegno di Italia Nostra
«Oggi nessuno chiede più che Ancona sia riconosciuta come «quinta repubblica marinara», ma ancora in molti vedono nell’occupazione militare del cardinale Accolti del 1532 «la perdita delle libertà comunali» e la fine della crescita economica medievale. Rovesciando queste visioni mitiche, nel libro si sostiene invece che nel 1532 non solo non finisce, ma per Ancona addirittura inizia “l’età dell’oro”». Di questo e altro Italia Nostra parlerà giovedì prossimo, 6 marzo, alle ore 17 al teatrino San Cosma di Corso Mazzini (largo San Cosma) in un incontro pubblico aperto alla cittadinanza alla presentazione del libro ‘Ancona, porto e commerci in età moderna’ del prof. Marco Moroni. Il docente insegna Storia economica nella facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche e da tempo alterna lo studio dell’agricoltura mezzadrile e dei processi di industrializzazione della Terza Italia con ricerche dedicate alla storia dei rapporti interadriatici.
L’età moderna è un periodo cruciale per la storia di Ancona. In particolare, il 500 è per la città il secolo della massima espansione economica e commerciale. «Divenuta “il porto di Firenze in Adriatico” e il partner privilegiato di Ragusa (oggi Dubrovnik) nell’interscambio tra la Penisola italiana e le regioni balcaniche, – ricorda ancora l’associazione culturale – Ancona si impone come la principale piazza commerciale del medio Adriatico, con ricadute positive anche per le sue manifatture. La carestia del 1591 mette fine al ciclo espansivo, ma Ancona si riprende. Solo nella seconda metà del 600, con le difficoltà di Venezia, impegnata nella lunga guerra di Candia, l’economia adriatica entra in una fase di progressiva stagnazione che segna pesantemente anche Ancona, fino ai primi decenni del 700…». Appuntamento quindi a giovedì pomeriggio nell’ambito della rassegna ‘Ancona Incontra’.
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