«Case di comunità:
incongruenze e ritardi nell’Anconetano»

ANCONA – Lo sostiene il consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo (Pd) che mette in evidenza come delle 29 strutture in elenco nel 2022 a tre anni solo 11 hanno rispettato gli step individuati dal Ministero mentre nel 2025 nella nuova lista non risultano previsti né un Hub, né una Spoke a Falconara

Antonio Mastrovincenzo

 

A febbraio 2022 la Giunta regionale aveva approvato l’elenco delle 29 Case della Comunità finanziate dal Pnee: tra queste strutture Hub, complete di tutti i servizi, e Spoke (strutture più piccole che hanno solo una parte dei servizi previsti per le Hub e, in qualche modo, dovrebbero “dipendere” da queste ultime). «Dopo quasi 3 anni, a dicembre 2024, solo 11 avevano rispettato gli step individuati dal Ministero, 18 erano in ritardo per almeno uno degli step, nessuna è stata completata (dati piattaforma Regis del Ministero delle Finanze). Sono stati spesi solo 3.050.237 euro (5,2%) rispetto allo stanziamento di 58.426.289 euro previsto per le Case di Comunità nella nostra regione» evidenzia il consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo (Pd).

A gennaio 2025 la Giunta regionale ha individuato altre 11 nuove Case di Comunità, «che peraltro non si comprende con quali e quante risorse saranno finanziate. – aggiunge nella sua nota Mastrovincenzo – Anche nel nuovo elenco non risulta prevista alcuna nuova struttura a Falconara Marittima, unica cittadina della provincia di Ancona sopra i 25.000 abitanti a non avere né un Hub, né una Spoke e pur essendo stato inserito Sassoferrato come struttura Hub, sembra inspiegabile come per Fabriano sia prevista solo una Spoke. Peraltro la normativa nazionale prevede che le ex Case della Salute dovrebbero prioritariamente essere riclassificate dalla Regione in Case della Comunità: in realtà ci sono ancora 10 Case della Salute già funzionanti che la Regione non ha ancora riconosciuto come Case della Comunità: tra queste quelle di Arcevia, Ostra e Cupramontana. La Giunta Acquaroli non affronta questo tema lasciando la programmazione e l’organizzazione sanitaria in una condizione di incertezza e confusione: ho chiesto conto di questo e delle evidenti incongruenze nella provincia di Ancona in una interrogazione che ho appena presentato» conclude il consigliere regionale dem.

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