di Nicoletta Paciarotti
Il sindaco di Morro d’Alba Enrico Ciarimboli entra nella direzione nazionale del partito Liberaldemocratico. La nuova formazione politica nata ufficialmente l’8 marzo 2025, si propone di promuovere le libertà individuali, economiche e civili, con l’ambizione di garantire pari opportunità di crescita e realizzazione personale.
Tra i punti cardine del manifesto spiccano la valorizzazione del merito, il sostegno all’economia di mercato contro le rendite di posizione, l’atlantismo, il completamento dell’integrazione europea nel rispetto del principio di sussidiarietà e la riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale.
Sindaco, cosa l’ha spinta ad aderire al Partito Liberaldemocratico e a impegnarsi nella direzione nazionale?
«Ho iniziato la mia esperienza politica nel 1997 con il Partito Popolare Italiano, proseguendo nel riformismo democratico fino al Terzo Polo nel 2022 e agli Stati Uniti d’Europa nel 2024 con Italia Viva. Quando Renzi ha scelto di interrompere quel percorso, altri hanno continuato a lavorare per costruire un’alternativa ai populismi di destra e di sinistra. Oggi vediamo che il 50% degli elettori si astiene e, tutto sommato, questo non sembra preoccupare i due schieramenti principali, anzi. È proprio sulle ragioni profonde di questa sfiducia che il Partito vuole lavorare, costruendo la concretezza delle nostre proposte. Questo mi ha convinto ad aderire».
Quali sono, secondo lei, le priorità più urgenti per i piccoli comuni che il Partito dovrebbe portare nell’agenda politica nazionale?
«In primo luogo, credo sia necessaria una ridefinizione chiara delle funzioni e delle competenze degli enti locali, secondo il principio costituzionale della sussidiarietà verticale. Il cosiddetto “balletto” sulla gestione aggregata delle funzioni, per fortuna oggi superato, si è rivelato deleterio. Bisogna decidere: o si stabilisce una dimensione minima per i comuni, oppure si affidano determinate funzioni ad altri soggetti istituzionali intermedi. Personalmente, sono favorevole alla seconda ipotesi. In secondo luogo, va finalmente portato a compimento il federalismo fiscale, garantendo l’effettiva autonomia finanziaria degli enti locali».
Il manifesto del Partito parla di riduzione della spesa pubblica: come si coniuga questo obiettivo con le esigenze di sostenere i servizi e le comunità locali?
«Credo che debba essere pienamente applicato il principio della sussidiarietà orizzontale: il settore pubblico non deve sovrapporsi né sostituirsi alla presenza del privato e, soprattutto, del privato sociale. Il primo passo in questa direzione è la liberalizzazione dei servizi pubblici a rilevanza economica. Emblematica, in questo senso, è la vicenda di ATA, con la ricerca spasmodica e antieconomica di un gestore unico “in house” per la gestione dei rifiuti. Una scelta che finisce per favorire la politica, ma non certo i cittadini».
Un ultima domanda. Morro d’Alba è un comune con una forte identità e tradizione: in che modo questi valori possono dialogare con la visione liberaldemocratica?
«La scelta di impegnarmi nel Partito Liberaldemocratico è una decisione personale, che non coinvolge in alcun modo l’ente che rappresento. Tuttavia, le esperienze che abbiamo portato avanti come amministrazione — la valorizzazione del merito, la stretta collaborazione tra pubblico e privato, un forte spirito innovativo che ci ha consentito di realizzare progetti importanti e significativi, fuori dal solco della consuetudine amministrativa — sono perfettamente in sintonia con questa nuova esperienza politica che ho deciso di intraprendere».
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