Aumenti tariffe case di riposo:
«Cerchiamo di fare politica a ribasso
per Villa Almagià e Benincasa»

ANCONA – Dopo la ridefinizione 2025 delle rette giornaliere della quota sanitaria per le residenze protette è ancora stallo tra Regione e concessionari. Il problema che rischia di affliggere molte famiglie è stato portato alla discussione del Consiglio comunale dalla consigliera dem Mirella Giangiacomi. L’assessore Manuela Caucci: «Per le strutture comunali è in corso una gara unificata per il rinnovo delle gestioni e abbiamo cercato di calmierare la quota dei servizi aggiuntivi»

Mirella Giangiacomi

Liste d’attesa lunghe e tariffe delle rette nelle residenze protette per anziani non autosufficienti e persone con demenza che lievitano. Il problema sensibile è stato portato all’attenzione del Consiglio comunale ieri pomeriggio dalla consigliera Mirella Giangiacomi (Pd) che ha interrogato l’assessore Manuela Caucci sull’aumento e la ridefinizione delle tariffe. Giangiacomi ha riferito che ci sono «oltre 7mila persone che aspettano nelle Marche, più degli stessi anziani ospitati nelle strutture regionali» e che ad agosto 2025 la giunta regionale ha rivisto e ridefinito le tariffe giornaliere della quota sanitaria per le residenze protette che per le persone non autosufficienti «ma non è stata ancora sottoscritta alcuna convenzione con gli enti gestori». Ha denunciato inoltre una forte discrepanza «tra la quota destinata all’assistenza socio-sanitaria e quella ‘extra’ considerata ‘alberghiera’» ed ha chiesto quindi quale sia la posizione del Comune di Ancona e come intenda intervenire, temendo forti ricadute su molte famiglie anconetane, soprattutto su quelle in difficoltà.

Manuela Caucci

L’assessore Manuela Caucci ha ribadito che le tariffe «sono state ridefinite dalla Regione con una delibera dell’11 agosto 2025», distinguendo tra quota sanitaria (al 50%) e quota sociale, a carico del Comune o dell’utente in base all’Isee. «Come Comune ci dobbiamo rifare alle nuove tariffe. – ha evidenziato – Gli aumenti previsti sono di 2,87 euro per le residenze per anziani non autosufficienti e fino a 3,85 euro per quelle dedicate alla demenza, ripartiti tra servizio sanitario e quota sociale. – ha spiegato – Abbiamo cercato di fare una politica a ribasso per i servizi aggiuntivi per le strutture comunali, Villa Almagià e Benincasa. E’ in corso una gara unificata per il rinnovo delle gestioni con l’obiettivo di contenere i costi e calmierare la quota servizi aggiuntivi. Hanno partecipato delle cooperative e gli esiti saranno noti a breve».

Alla luce di quanto riferito dall’assessore, la consigliera dem è tornata a sottolineare che non è ancora definita la differenza tra quota socio-sanitaria e quella accessoria e che c’è il rischio concreto di maggiori costi, aggravato dallo stallo nei rapporti tra Regione e gestori dal 2025 che potrebbe portare ad addebiti retroattivi pesanti per le famiglie. Ha invitato pertanto l’assessore Caucci a vigilare attentamente per quanto di competenza del Comune «per evitare un dramma enorme a molte famiglie».

(Redazione CA)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




X