Piscina chiusa dopo i controlli Arpam:
il caso è anche politico
La chiusura della vasca grande della piscina comunale dopo i controlli dell’Arpam accende il dibattito sulla sicurezza degli impianti pubblici a Osimo. Secondo le Liste civiche di Osimo, è legittimo chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale: “quando sono stati effettuati gli ultimi controlli ordinari?” “Quali interventi di manutenzione erano stati programmati?” E soprattutto “perché si è arrivati alla chiusura della vasca soltanto dopo un’ispezione?” La gestione di un impianto sportivo, dicono, non può basarsi sulle emergenze, ma su monitoraggi costanti e su una programmazione seria. Serve, secondo le civiche, anche una comunicazione chiara verso i cittadini, per evitare che utenti e società sportive si trovino improvvisamente di fronte a disagi e sospensioni delle attività.
Le liste civiche, con il coordinamento politico guidato da Monica Bordoni e Tommaso Agostinelli, chiedono che si faccia piena chiarezza su quanto accaduto e sulle azioni previste per evitare il ripetersi di episodi simili. «Come possiamo presentarci come “città dello sport” se poi accadono situazioni come questa?» è la domanda che pongono. La richiesta è anche quella di aumentare in modo significativo le risorse destinate alla piscina comunale, almeno raddoppiando i fondi oggi previsti. Secondo le liste civiche, inoltre, i bandi di gestione dovrebbero essere trasparenti e accessibili a tutti, con una prospettiva pluriennale capace di consentire investimenti e manutenzioni adeguate.
ULTIMO AGGIORNAMENTO (ore 19.35)
In serata il sindaco Michela Glorio ha revocato l’ordinanza di chiusura. Tutte le analisi effettuate, come confermato dallo stesso primo cittadino, hanno dato esiti notevolmente al di sotto dei limiti di sicurezza.
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