Sicurezza ad Ancona: il bilancio di una città
che si riappropria dei suoi spazi (Video)

SICUREZZA - Il questore Cesare Capocasa: «Risultati importanti, ma ora serve il contributo di famiglie e soggetti educativi».
Sicurezza: il bilancio del questore Cesare Capocasa

Non solo una risposta di polizia, ma un percorso di “riappropriazione del territorio”.
E’ questo il senso del bilancio dell’attività della questura di Ancona, nel periodo 2021-2026. Dati di un quinquennio, illustrati questa mattina negli uffici di via Gervasoni dal questore Cesare Capocasa.

Un momento della conferenza

Si è partiti dal giugno 2021, anno di nascita del ‘fenomeno’ ovvero quando il centro cittadino, in quel triangolo tra corso Garibaldi, via Menicucci e piazza Roma, era diventato lo scenario di alcuni episodi di criminalità diffusa e di inciviltà, commessi da gruppi di giovani.
«Avevano “occupato” il centro della città», ha spiegato il questore sottolineando però come l’intervento di reparti specializzati giunti da Bologna, Napoli e Perugia e delle unità cinofile, sia stato fondamentale per «far capire che non era più aria».
I dati confermano l’efficacia della linea tenuta: 18 maggiorenni e 23 minorenni denunciati, 12.947 persone identificate e l’emissione di 131 misure di prevenzione tra cui 68 fogli di via e 38 daspo urbani. Risultato: dal mese di agosto 2022 le manifestazioni di violenza strutturata sono di fatto cessate.

Anche piazza del Plebiscito, cuore della vita notturna, ha vissuto una trasformazione radicale.
Se tra il 2021 e l’inizio del 2022 si registravano aggressioni, risse e spaccio; oggi il questore assicura che «la mala movida in piazza non esiste più. E’ assolutamente un posto tranquillo e sereno dove poter trascorrere momenti, insieme ad amici e conoscenti».

La polizia durante alcuni controlli in piazza del Plebiscito (Archivio)

Un traguardo raggiunto, anche in questo caso, con interventi quali: 18 sospensioni di licenze (ex art. 100 Tulps) e l’avvio degli ‘street tutor’. Nel periodo più recente: gennaio 2025 – gennaio 2026, gli episodi penali in centro sono scesi ad appena 12, tutti connotati da occasionalità e legati a motivi banali come: «Uno sguardo ad una ragazza» oppure «un’occhiata non accettata» perché presa per “una sfida”. In tutti questi episodi, definiti comunque sporadici, tutte le 32 persone coinvolte nei fatti sono state identificate in 11 maggiorenni e 21 minorenni. Nei confronti degli autori dei fatti verificatisi nel centro, il questore ha emesso 25 daspo urbani e, in uno specifico caso, è stato emesso un provvedimento di collocamento in comunità.
Da evidenziare inoltre che dal 1° gennaio 2025 al 31 gennaio scorso, sulla scorta dell’attività di controllo del territorio e repressione dei reati, sono stati disposti provvedimenti amministrativi di prevenzione, volti ad impedire il reiterarsi di analoghe condotte, nei riguardi sia di maggiorenni che di minori, gravati già da precedenti di polizia, come monito ed invito a cambiare condotta di vita. Si tratta di 20 daspo urbani per comportamenti connotati da violenza in riferimento al centro cittadino (di cui 25 specificamente nei confronti degli autori dei fatti); 8 fogli di via obbligatoria da Ancona con divieto di ritorno, nei confronti di persone socialmente pericolose, denunciate in centro e un avviso orale  per un totale di 585 misure di prevenzioni provinciali.

Il questore Cesare Capocasa presente durante uno dei controlli al Piano

L’attenzione resta alta anche al Piano, «realtà difficile e multietnica» dove il 40% dei 10mila residenti è straniero.
Qui l’attività è stata imponente. Nel periodo 2022-2025 sono stati effettuati 247 servizi straordinari (con una media di 5 al mese), portando all’identificazione di oltre 38mila persone e al controllo di 12mila veicoli. Le sanzioni per droga (126) e ubriachezza (85) testimoniano un presidio costante volto a favorire l’integrazione attraverso il rispetto delle regole.

Nonostante i successi operativi e le, appunto, 585 misure di prevenzione provinciali registrate nell’ultimo mese, la strategia della questura punta oltre la repressione. Identificare i giovani che si muovono in gruppo (spesso di seconda generazione, tra i 14 e i 18 anni) è un deterrente, ma il questore avverte: «Non può essere solo una risposta di polizia».
L’identikit tracciato non è quello dei “Maranza” dal look definito, ma di bulli che esprimono un forte disagio dovuto alla mancanza di identità e al fallimento delle agenzie educative. «La scuola è l’architrave della società, lo sport uno strumento formidabile di prevenzione», conclude il questore, auspicando una “rivoluzione culturale” che veda coinvolti media, famiglie e associazionismo per colmare quel vuoto che troppo spesso si trasforma in devianza.

Il questore Cesare Capocasa durante la conferenza

Intanto, la sicurezza continua a poggiare su basi solide: nei weekend il presidio del centro è garantito da un coordinamento interforze che vede alternarsi polizia locale, carabinieri, Guardia di Finanza e l’Esercito con l’operazione “Strade Sicure”, supportato dai nuovi progetti attuati di videosorveglianza (con anche la disposizione di un divieto di sosta con rimozione per i furgoni, al di fuori dell’attività di carico e scarico, perché ostruivano la visuale delle telecamere) e illuminazione per le aree più sensibili come via Menicucci.

al. big.

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