Il Comune di Ancona si appresta a varare il nuovo regolamento di Polizia Urbana, un aggiornamento normativo presentato questa mattina dal vicesindaco Giovanni Zinni durante i lavori della I^ Commissione consiliare che approderà al voto in aula il prossimo 2 aprile con l’obiettivo di potenziare l’efficacia operativa della polizia locale e rispondere alle attuali esigenze di sicurezza e decoro.
Tra le novità principali spiccano l’obbligo del tappo rosso identificativo per le pistole giocattolo, la cui assenza comporterà sanzioni e sequestro, e il divieto assoluto di imbrattare muri pubblici o privati con scritte, a cui si aggiunge il bando alla dispersione di rifiuti e palloncini per la tutela ambientale. Il testo disciplina inoltre l’accesso dei cani, garantito anche nelle aree gioco per bambini, e vieta l’accensione di fuochi nel nucleo urbano, permettendola solo nelle zone extraurbane per chi possiede un piccolo orto, ponendo infine un freno all’esposizione di oggetti che possano costituire un’offesa oggettiva.
E’ spettato poi al comandante della polizia locale di Ancona, Marco Ivano Caglioti, spiegare nel dettaglio le novità. Le modifiche includono sia interventi tecnici, per rendere il testo più chiaro e coerente, sia l’introduzione di norme più specifiche per gestire comportamenti problematici ma non sempre penalmente rilevanti, utili però a prevenire situazioni di allarme o pericolo e, sul piano amministrativo, a correggere situazioni di degrado o comportamenti inadeguati.
L’esempio portato è quello dell’introduzione di sanzioni per l’uso di armi giocattolo senza tappo rosso, «elemento distintivo necessario a identificarle chiaramente come non reali. – ha chiarito il comandante – In assenza di tale dispositivo, anche se non vi è un utilizzo a fini illeciti, è introdotta una sanzione amministrativa con possibilità di sequestro, salvo il ripristino della condizione conforme mediante applicazione del tappo rosso».
Lo stesso principio vale nell’applicazione del contrasto ai graffiti sui muri perché «chi imbratta ripristina», e per il divieto di rilascio in aria di palloncini e lanterne o di accendere fuochi nel nucleo urbano mentre è ammesso «l’abbruciamento di piccole quantità di fogli e sterpi non inquinanti per chi all’esterno ha un orto a condizione che fiamme e fumo siano oggetto di puntuale controllo». Tutte misure che rispondono «a problemi concreti riscontrati sul territorio» e puntano al mantenimento del decoro urbano. Altra questione è la mediazione formale dei conflitti tra privati che è stata eliminata dal regolamento vigente. Ha chiarito Caglioti che «la polizia locale non può svolgere questa funzione, che spetta alla pubblica sicurezza ma può intervenire nelle situazioni di contrasto tra persone al fine di sedare il conflitto nell’immediatezza e prevenire conseguenze ulteriori, ma non può svolgere funzioni di conciliazione strutturata né adottare provvedimenti vincolanti tra le parti». Anche l’accesso alle proprietà private è limitato dalla legge e richiede autorizzazione dell’autorità giudiziaria in assenza di consenso, ha aggiunto.
Nel corso del dibattito i consiglieri dem dai banchi di minoranza hanno chiesto delucidazioni su alcuni passaggi. Sono emersi dubbi su alcuni termini come “alterare il decoro”. E’ stato specificato che sono riferiti a offese oggettive e non al gusto personale, «perché non si tratta di stabilire se un elemento sia semplicemente diverso o ‘alteri’ esteticamente un edificio, ma se esso produca un effetto concretamente lesivo del decoro, tale da risultare in contrasto con il comune senso di civiltà e convivenza». In questa categoria sono stati fatti rientrare comportamenti o oggetti che suscitano turbamento evidente, come possono essere quelli a sfondo sessuale e macabri, o risultano manifestamente inappropriati, mentre restano esclusi tutti quei casi che rappresentano espressioni individuali non offensive, anche se esteticamente difformi, come ad esempio l’esposizione di bandiere. Si è discusso anche del divieto di oggetti in plastica, anche bicchieri e bottiglie collegati alla somministrazione, la distribuzione a qualsiasi titolo di alimenti e bevande, rimosso «perché già regolato da norme nazionali», e della gestione di situazioni come sgomberi o controlli di residenza, che, ha spiegato il comandante, possono venire incontro alle esigenze temporali di chi deve andarsene. «Il nostro scopo – ha detto – è quello di ripristinare lo stato dell’ordine, quindi se era un magazzino, deve essere un magazzino, non ci puoi far dormire la gente, Poi si va per gradi: prima c’è l’ammonimento anche verbale».
Il regolamento cerca inoltre di bilanciare libertà individuali e decoro urbano, introducendo anche norme più aggiornate ad esempio sui monopattini che non possono circolare sotto i portici. Ampio spazio del dibattito è dedicato alla presenza dei cani, soprattutto nelle aree gioco per bambini. La nuova impostazione consente l’accesso con guinzaglio e, se necessario, museruola. Lo stesso comandante ha sottolinea la difficoltà dei controlli, mentre Zinni ha ipotizzato che saranno implementati. «La museruola non è sempre obbligatoria, ma va utilizzata in situazioni che lo richiedano per garantire la sicurezza. – ha chiarito Caglioti – La norma si basa sul principio di responsabilità del proprietario, con l’obiettivo di favorire la convivenza tra persone e animali senza introdurre divieti assoluti, ma assicurando il rispetto delle condizioni di sicurezza e del corretto uso degli spazi comuni». Infine è stato inserito tra gli articoli anche la possibilità di riservare posti per la sosta a ‘soggetti non convenzionali’.«Nel Codice non esiste questa norma perché prevede figure specifiche, ma ci è sembrata giusta: se viene in visita in città una personalità, un ambasciatore, un politico importante, era giusto non fargli trovare un posto auto?»
(Redazione CA)
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