Giustizia, tsunami del “No”:
cosa (e se) cambia
per le comunali nelle Marche?

REFERENDUM - Il risultato del voto sulla riforma infiamma il dibattito anche in vista delle consultazioni per le amministrative

(Archivio)

di Gino Bove

Il referendum sulla giustizia accende il dibattito politico nelle Marche e proietta interrogativi sulle prossime amministrative (Senigallia, Cerreto d’Esi, Loreto, Maiolati Spontini i comuni coinvolti solo nell’Anconetano). Il risultato divide il quadro regionale tra chi invita a non forzare letture politiche e chi invece intravede un segnale destinato a pesare anche oltre il voto. Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia), presidente della Regione Marche, ridimensiona: «C’è stato un forte tentativo, anche parzialmente riuscito, di politicizzazione del referendum. Quello di domenica e lunedì è stato un epilogo naturale». Il governatore richiama a «contestualizzare il voto nell’andamento della politica italiana e internazionale» e nega collegamenti diretti con le comunali: «Non vedo un legame», pur sottolineando una partecipazione «più alta e che spero resti».

Sulla stessa linea Chiara Biondi (Fratelli d’Italia), che invita a distinguere i piani: «La sovranità appartiene al popolo, il popolo si è espresso e ne prendiamo atto». Ma sulle amministrative resta netta: «Non credo che il risultato incida, né che ci possano essere ripercussioni». Anche la lettura politica resta prudente: «Non è una sconfitta del centrodestra, ma l’espressione del popolo su una materia che non è neppure di competenza regionale». Per il centrodestra, dunque, il referendum resta un passaggio circoscritto, senza effetti automatici sugli equilibri locali.

Di segno opposto la lettura del centrosinistra. Micaela Vitri (Pd) parla di «un risultato meraviglioso anche grazie all’affluenza record» e insiste sul ruolo dei più giovani: «Hanno vinto anche i ragazzi, ai quali si voleva impedire di votare». Per Vitri è «uno stop importante» al governo e «un messaggio esplicito», tanto da ipotizzare effetti anche sul piano locale: «I marchigiani iniziano a essere stanchi». Le fa eco Valeria Mancinelli (Pd): «Vittoria, specialmente se accompagnata dal dato dell’affluenza. Il risultato è doppio: forte partecipazione e successo molto netto». Poi l’analisi: «Hanno contribuito anche cittadini che fino a sei mesi fa non avevano votato o non erano schierati con il centrosinistra». E aggiunge: «Non credo ci sarà un effetto immediato sulle amministrative, ma il centrodestra non appare più imbattibile». Lo sguardo si sposta già oltre, fino alle politiche del 2027: «C’è un terreno su cui lavorare per costruire un’alternativa vera».

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