Sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale la mozione presentata dal consigliere Massimo Mandarano per impegnare gli amministratori di Ancona ad avviare un progetto di recupero condiviso di Villa Beer, edificio storico risalente tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, chiuso definitivamente dopo il terremoto del 2016. La III Commissione consiliare, qualche giorno fa, ha già licenziato all’unanimità il testo dell’atto e nel dibattito argomentato dai tecnici comunali è emerso anche che tra la primavera e l’estate potrebbe arrivare anche il decreto con l’assegnazione dei finanziamenti dell’Ufficio Speciale Ricostruzione post sisma Marche chiesti dal Comune per la riqualificazione statica dell’immobile. Di conseguenza, tra l’estate e l’autunno si potrebbe poi avviare la progettazione vera e propria per la ‘futura’ Villa Beer. A novembre 2025 la Giunta del sindaco Daniele Silvetti ha già approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione per 2,4 milioni di euro, inviato con il fascicolo dei documenti proprio all’Usr. Questa villa è un luogo del cuore, molto importante per il quartiere delle Grazie come è stato ribadito anche nell’ultima assemblea organizzata qualche giorno fa con gli amministratori comunali dal Cpt 4.
Donata al Comune dagli eredi dei conti Beer, in passato ha ospitato numerose attività sociali e culturali, anche una biblioteca, associazioni giovanili e spazi per iniziative comunitarie. «Era un punto di riferimento per famiglie e giovani, contribuendo alla vita sociale e alla sicurezza della zona» ha sottolineato Mandarano, capogruppo del Gruppo misto -Progetto Marche Vive Casa Riformista, nell’illustrare i contenuti della sua mozione in Commissione. Con il tempo, tra spostamenti delle associazioni e danni strutturali aggravati dal sisma, la struttura è stata progressivamente abbandonata, tra problemi di degrado e sicurezza. Urge quindi un progetto di recupero sostenuto da tutti, che dovrà però essere accompagnato da una chiara destinazione d’uso per l’immobile per garantire sostenibilità economica e funzionale, al di là dei finanziamenti disponibili per la sua riqualificazione.

I lavori della III Commissione consiliare del 10 aprile, presieduta da Arnaldo Ippoliti. La mozione di Massimo Mandarano su Villa Beer dovrebbe essere discussa nel Consiglio comunale del prossimo 30 aprile
Lo ha spiegato l’assessore Stefano Tombolini in Commissione ipotizzando tra le possibili destinazioni anche un utilizzo misto dell’immobile tra sociale, culturale e sanitario magari anche con l’attivazione di un ambulatorio medico o anche con attività che possano contribuire ai costi di gestione, come servizi di prossimità. L’obiettivo è creare «uno spazio attivo durante tutta la giornata, evitando nuovi abbandoni e costi ulteriori per il Comune» ha evidenziato. Insomma va evitato di creare «un contenitore vuoto che pesi sul bilancio comunale, considerando anche i costi di gestione come energia, manutenzione e apertura della struttura».
L’assessore Daniele Berardinelli ha poi ricordato poi che a Villa Beer convivono due realtà, da una parte l’edificio storico che richiede un intervento economico molto importante, dall’altra il parco che è invece già utilizzato, vi sono già stati installati di giochi per bambini (l’area incolta che si affaccia sull’asse serve come barriera antismog) e può funzionare autonomamente. Ha ricordato che «durante la campagna elettorale era stata ipotizzata, ad esempio, la creazione di un museo di scienze naturali in collaborazione con l’università, proprio per ridurre i costi a carico del Comune grazie a una gestione condivisa». Anche lui è convinto che, in futuro, quando la villa sarà recuperata, sarà importante affidare a un unico soggetto la gestione sia della struttura sia dell’area esterna.
(Redazione CA)
Villa Beer, capolavoro nel degrado tra finestre sfondate e oscurità (Video)
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