Il ct Quesada alla Mole con Legnante:
il rugby diventa lezione di crescita

ANCONA- Incontro pubblico con atleti e giovani dedicato ai valori educativi dell’attività fisica, tra testimonianze personali e riflessioni su crescita, inclusione e percorso formativo attraverso la disciplina collettiva

L’evento alla Mole

Alla Mole, tra campioni e bambini, il rugby diventa una lezione di vita. Gonzalo Quesada, Assunta Legnante e Mauro Bergamasco hanno incontrato i giovani dell’Unione Rugbistica Anconitana. Un pomeriggio che ha trasformato lo sport in racconto educativo, con cento ragazzi ad ascoltare parole che vanno oltre il campo.

«Avere due o tre bimbi in più che si iscrivono alla scuola di rugby è più importante che vincere tutte le partite», ha detto Gonzalo Quesada, ct della nazionale italiana, aprendo un confronto intenso sulla filosofia del rugby come crescita prima ancora che competizione. Un messaggio chiaro: la vittoria nasce dal gruppo, non dal singolo risultato. Accanto a lui anche Assunta Legnante, campionessa paralimpica di lancio del peso e del disco, e Mauro Bergamasco, che ha ribadito: «In questo sport non è la performance che conta ma avere cura del potenziale».

L’incontro, ospitato alla Mole, è stato promosso dal Rotary Club Ancona Conero, con il sostegno del Comune di Ancona e la partecipazione di istituzioni sportive e sociali del territorio, dal Coni Marche al Comitato italiano paralimpico, fino alla Federazione italiana rugby. In sala anche rappresentanti istituzionali e del mondo associativo, in un evento che ha unito sport, formazione e inclusione.

Il racconto dei campioni ha colpito i più piccoli: silenzio, attenzione e curiosità davanti a storie di cadute, ripartenze e disciplina. «Quando si torna sconfitti nello spogliatoio si sta in silenzio due minuti e ci passa tutto davanti», ha spiegato Quesada, sottolineando il valore della preparazione mentale prima ancora di quella fisica.

Assunta Legnante ha chiuso il cerchio con una testimonianza personale: «Quando ho perso la vista era preparata. Non mi arrendo, vincere è rialzarsi e ricominciare». Un messaggio che ha sintetizzato lo spirito dell’intera giornata: lo sport come palestra di vita, dove il risultato conta meno del percorso.

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