Smontano porte e canestri dai campetti:
la nuova moda dei residenti “anti-disturbo”
di Gino Bove
Le aree gioco restano vuote e i campetti si spengono, non (solo) per mancanza di ragazzi ma per attrezzature che spariscono o non vengono sostituite. È il caso del campetto di via Sacripanti, finito al centro di un’interrogazione urgente in consiglio comunale presentata dal consigliere Diego Urbisaglia (Ancona Futura).
Qui, nei pressi della struttura gestita dall’associazione Solidalea, le porte da calcetto distrutte da atti vandalici mesi fa non sono ancora state rimpiazzate. Un episodio che, secondo Urbisaglia, non è isolato ma si inserisce in un quadro più ampio di degrado diffuso nelle aree verdi cittadine, dalle Palombare a via Moroder, dove in alcuni casi sono stati gli stessi ragazzi a raccogliere fondi per sistemare le strutture.
A sorprendere, però, è stata la spiegazione fornita dall’assessore alle manutenzioni Daniele Berardinelli, che allargando il discorso a più zone della città ha descritto una dinamica diversa dal semplice vandalismo: «Abbiamo visto l’evoluzione di quello che, quando eravamo ragazzini noi, era il signore che bucava il pallone ai bambini in mezzo alla strada. Ora, siccome il rumore della palla che rimbalza dà fastidio a qualche vicino, sono arrivati a smontare i canestri per impedire che si giochi». L’assessore ha inoltre chiarito la natura specifica dell’area di via Sacripanti: «Questo in realtà non è un impianto sportivo. Gli impianti sportivi sono strutture recintate dove accedono solo i tesserati. Qui siamo di fronte a uno spazio dato in gestione a un centro che si occupa di sociale e non è ancora chiaro come debba essere gestito, né da quale ufficio». Nonostante queste incertezze, Berardinelli ha assicurato un intervento: «La variazione di bilancio che andremo a votare oggi ci darà comunque la possibilità di sostituire le porte rotte». Non solo incuria quindi, ma anche episodi di intolleranza e criticità gestionali che incidono sulla fruizione degli spazi pubblici. Per far fronte al problema, l’amministrazione ha annunciato anche la partecipazione a un bando per dotarsi di attrezzature di ricambio, così da intervenire più rapidamente in caso di danneggiamenti.
Urbisaglia insiste però sulla necessità di tempi più rapidi negli interventi, richiamando la cosiddetta teoria del “vetro rotto”: «Se facciamo passare un anno per sostituire un canestro, allontaniamo i ragazzi dallo sport e dal tempo libero sano, li chiamiamo “maranza” ritrovandoli poi sulle panchine a fare cose che non ci piacciono».
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