Fondi al porto congelati dal Ministero:
il Comune lo scopre dopo 7 mesi.
Il caso della filiera interrotta

CONSIGLIO COMUNALE - Risorse governative sospese per l'area portuale. La giunta scopre il definanziamento solo durante la recente riunione gestionale. Allarme dell'opposizione su grandi progetti e cantieri fermi causa burocrazia

Una veduta del porto di Ancona con l’ipotesi progettuale del banchinamento del Molo Clementino

di Gino Bove

Cala il gelo sullo scalo dorico per un improvviso “buco” finanziario da oltre cento milioni di euro che rischia di paralizzare i progetti strategici per il futuro della città. La notizia è emersa con prepotenza durante l’ultima riunione del comitato di gestione, svelando che il Mef ha sospeso l’erogazione di 101,2 milioni di euro destinati all’autorità di sistema del medio adriatico. Non si tratta di una scelta isolata, poiché il provvedimento starebbe colpendo anche altre quattro realtà nazionali, ma per il capoluogo marchigiano il colpo è durissimo: 51 milioni di euro evaporati, almeno sulla carta, a causa di ritardi accumulati negli iter autorizzativi che hanno spinto il ministero dell’economia a dirottare le risorse altrove. Tra le opere finite nel congelatore spiccano anche il banchinamento del Molo Clementino per le grandi crociere (22 milioni), la demolizione parziale del molo nord (11 milioni), i dragaggi fondamentali per la competitività commerciale (12 milioni) e l’illuminazione del Mandracchio (6 milioni).

Il sindaco Daniele Silvetti ha provato a gettare acqua sul fuoco, pur ammettendo di aver appreso del taglio solo pochi giorni fa (mercoledì scorso, ndr): «Il comune è venuto a conoscenza del fatto nell’ultima seduta del comitato di gestione. Ci è stato riferito che il Ministero ha già condiviso il percorso per il ripristino dei fondi e che la sottosegretaria Lucia Albano sta attendendo la firma dei nuovi decreti». Secondo il primo cittadino, l’ente portuale si sarebbe adoperato fin da settembre per recuperare somme che sono state distratte poiché non spese nei tempi previsti, ma la preoccupazione resta alta per i cantieri oggi privi di copertura. «Siamo attenti e mi sono attivato immediatamente con la Regione— ha aggiunto Daniele Silvetti — sollecitando anche il governatore Francesco Acquaroli affinché la filiera istituzionale produca risultati concreti, ma permetta anche di far valere le nostre rimostranze».

L’opposizione però non accetta la scoperta tardiva e attacca frontalmente la gestione dei rapporti tra porto e città. “Ancona diamoci del noi” e Pd incalzano la giunta: «Mi chiedo quali siano le reali relazioni tra città e porto se venite a sapere di un taglio così imponente dopo sette mesi dalla comunicazione ufficiale» ha incalzato Carlo Pesaresi (Ancona diamoci del noi), ricordando come per mesi l’amministrazione abbia vantato una sintonia costante su ogni dossier strategico. Sulla stessa linea Susanna Dini (Pd), che ha evidenziato l’assenza di segnali preventivi nonostante la presenza del comune negli organismi di controllo dello scalo: «Ancona è anche membro del comitato portuale, possibile che non sapevate nulla? La filiera non esiste, come è possibile che non sapevamo nulla fino a mercoledì scorso?».

 

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