Conti del Comune: il rendiconto 2025 è ok,
ma è scontro sulle multe record

CONSIGLIO COMUNALE - Manovra approvata a maggioranza. Il Pd contesta il balzo record delle sanzioni per violazione al codice della strada (+3 milioni), l'accantonamento di 150mila euro per Conerobus e la mancanza di un piano industriale per il trasporto pubblico

Giovanni Zinni durante la relazione in aula

di Gino Bove

Ancona mette in cassaforte il passato e prova a disegnare il futuro, ma non senza polemiche. Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza il rendiconto 2025 e la prima variazione al bilancio 2026, una manovra complessa che muove milioni tra risanamento del passato e investimenti per il futuro.

Il consuntivo si è chiuso con un avanzo di amministrazione di quasi 55 milioni di euro, segnale di una tenuta finanziaria definita solida dal vicesindaco Giovanni Zinni. Nonostante i numeri, il Partito Democratico ha scelto la via dell’astensione, contestando duramente la pressione sanzionatoria e la rilevata assenza di una visione strategica per i trasporti. Per comprendere la portata della manovra, occorre distinguere tra i due atti: da un lato c’è il Rendiconto 2025, che certifica un avanzo di 54,9 milioni. Si tratta di un “tesoretto” che serve a ridurre il vecchio debito strutturale (sceso a 19,5 milioni) e ad alimentare i fondi prudenziali contro i crediti di dubbia esigibilità (una riserva precauzionale che Palazzo del Popolo deve obbligatoriamente accantonare per garantire la stabilità dei propri conti). Dall’altro lato è stata approvata la Variazione di bilancio 2026, una manovra operativa da 3,6 milioni di euro per interventi immediati. Di questi, 2,5 milioni derivano dalla rinegoziazione dei mutui con Cassa Depositi e Prestiti, risorse che verranno dirottate su cultura, turismo ed eventi. La variazione finanzia anche opere pubbliche: 200mila euro per piazza della Repubblica e 100mila per la Polveriera Castelfidardo.

Giacomo Petrelli

Il Comune ha coperto la perdita 2024 di Conerobus per circa 592mila euro. Inoltre, con la variazione di bilancio approvata oggi, sono stati accantonati altri 150mila euro per un potenziale riequilibrio dei servizi. Giacomo Petrelli (Pd) ha sollevato forti dubbi: «Accolgo con favore il cambio di idea sulla copertura della perdita, ma sono preoccupato: mettiamo 150mila euro senza sapere su quali chilometraggi, mentre per il 2026 i costi energetici esploderanno senza una strategia economica».

Il punto di scontro più acceso riguarda l’incremento delle sanzioni stradali, passate da 5 a 8 milioni di euro in un anno (+37%). Giovanni Zinni ha difeso la scelta parlando di ripristino della legalità: «Abbiamo ereditato una polizia locale al collasso; con il quasi pieno organico abbiamo ripreso i controlli su passi carrabili, revisioni e assicurazioni». La minoranza non ci sta. La consigliera Susanna Dini (Pd) ha annunciato un accesso agli atti per analizzare l’impennata di entrate, mentre Giacomo Petrelli ha chiesto maggiore equilibrio: «In una città piena di cantieri e con pochi parcheggi, non si può marciare su questa tendenza. I latini dicevano “in medio stat virtus”; serve meno zelo verso chi ha difficoltà oggettive a trovare posto in centro». Nonostante il parere favorevole dei revisori e l’estinzione di 7,5 milioni di mutui nel 2025 (a fronte di nuovi prestiti accesi per circa 10 milioni), il Pd ha confermato l’astensione. Susanna Dini ha ridimensionato i “vanti” della giunta sul debito: «Pagare i mutui è la normalità per un ente sano».

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