Tutti d’accordo sul degrado
di Largo Saviotti ma la mozione
di Giulia Fedele divide la politica

Largo Saviotti ripreso da diverse angolature nel video prodotto in Commissione dall’assessore Stefano Tombolini
Sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale di Ancona la mozione sulla criticità di Largo Saviotti, tra verde trascurato, arredi non adeguati e collegamenti pedonali da migliorare, presentata dalla consigliera comunale di maggioranza Giulia Fedele. Questa mattina la rappresentante del gruppo consiliare ‘Ancona Protagonista’ ha illustrato i contenuti dell’atto durante i lavori della II e III Commissioni consiliari che l’hanno licenziato in via preliminare con 10 voti favorevoli e 3 astensioni. «La mozione nasce da segnalazioni dei cittadini del Ctp4» ha spiegato, ricordando che anche nell’ultima assemblea per il quartiere di Tavernelle erano state denunciate carenze nella manutenzione per questo spazio pubblico. L’obiettivo è renderlo più vivibile, decoroso con interventi su pulizia, organizzazione e accessibilità pedonale perché «Largo Saviotti è una zona strategica e frequentata», grazie alla presenza di servizi, attività commerciali e grazie alla vicinanza dell’Università. Nonostante tutto il potenziale come punto d’incontro risulta poco valorizzato e in parte abbandonato.
Stamattina in Commissione erano presenti anche gli assessore Daniele Berardinelli e Stefano Tombolini con i tecnici comunali. Nel confronto sono emerse anche criticità strutturali e gestionali, tra cui un numero di panchine forse ritenuto eccessivo e fioriere con scarsa manutenzione oltre a problemi legati a un muro danneggiato sul quale sarebbero necessarie verifiche patrimoniali come sull’area che «è nel limbo della definizione catastale». Nel dettaglio l’assessore Berardinelli ha riconosciuto che Largo Saviotti ha bisogno di riqualificazione con interventi graduali, partendo dalle priorità più urgenti, ma ha sottolineato che la manutenzione ordinaria da sola non basta a risolvere tutti i problemi, estendendo le criticità anche le attività di un cantiere e al comportamento delle persone che possono incidere negativamente sulla qualità dello spazio. Col supporto di un video l’assessore Tombolini ha poi sottolineato che Largo Saviotti, ampio circa 70 mq, sia in gran parte utilizzabile e risulti in buono stato nelle strutture, semmai presenterebbe «troppi elementi inutili, come panchine e fioriere, che spesso non vengono mantenuti e finiscono per peggiorare il decoro invece che migliorarlo». L’assessore ha posto soprattutto l’attenzione sulla questione del muro danneggiato e puntellato dal Comune, spiegando che prima di intervenire «bisognerebbe chiarire le responsabilità» (se sono state le radici degli alberi, se è del Comune o è condiviso con privati) e valutare i costi, che potrebbero essere molto elevati, stimandoli almeno in 30mila euro. Ha quindi aperto il tema più ampio della gestione degli immobili pubblici inutilizzati, ricordando che proprio lì ce n’è uno comunale di due piani inutilizzato e che come per altri casi, sarebbe utile decidere politicamente cosa farne: venderli, valorizzarli o destinarli ad altri usi come studentati o sedi di associazioni? «Decisioni che richiedono un indirizzo politico chiaro da parte del Consiglio comunale» ha specificato.

Uno dei due alberi tagliati che potrebbero aver inciso con le loro radici sulle criticità manifestate sul muro. Una ipotesi da verificare
Nel condividere a pieno la mozione, Stefano Tombolini ha invitato quindi la proponente ad arricchirla, con indicazioni più concrete, come priorità sugli interventi e una visione sull’uso degli spazi, non solo sulla manutenzione. Ha espresso contrarietà all’idea di vendere gli immobili pubblici, il consigliere di maggioranza Arnaldo Ippoliti (Ancona. Protagonista) che ha apprezzato molto l’iniziativa della consigliera Fedele. Dai banchi di minoranza il consigliere Francesco Rubini (Aic) ha invece eccepito che, in generale, la manutenzione ordinaria non dovrebbe arrivare in Consiglio comunale, perché dovrebbe essere gestita automaticamente dall’amministrazione comunale senza bisogno di atti politici. Ha poi proposto di ridare vita piuttosto ai luoghi pubblici abbandonati, affidandoli a cittadini, associazioni o organismi territoriali, per favorire servizi, partecipazione e aggregazione. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Carlo Pesaresi (Diamoci del Noi). Il consigliere Giacomo Petrelli (Pd) è stato critico soprattutto sul metodo della. mozione. Pur ammettendo che Largo Saviotti ha bisogno di manutenzione, ha osservato che assessori e tecnici sono già al lavoro, quindi non sarebbero necessari atti del Consiglio comunale per intervenire. Ha poi sollevato una questione di coerenza politica, chiedendo che lo stesso criterio venga applicato a tutte le mozioni simili, per evitare trattamenti diversi. E qui la consigliera dem Mirella Giangiacomi ha ricordato che la sua interrogazione a tema non è stata discussa.
Il consigliere di maggioranza Jacopo Toccaceli (FdI) ha invece invitato tutti a partire dalla chiarezza patrimoniale dell’area per capire di chi sono esattamente gli spazi prima di decidere qualsiasi intervento, suggerendo soluzioni semplici e sostenibili che tengano conto anche dei comportamenti dei cittadini. Prima del voto la consigliera Giulia Fedele ha difeso la sua mozione chiarendo di non volersi sostituirsi ai tecnici con la stessa, ma semmai di chiedere una valutazione complessiva e una programmazione degli interventi. Non si tratta di discutere dettagli tecnici come il numero di panchine o fioriere, ma semmai di affrontare un problema più ampio legato alla qualità urbana e alla sicurezza. Da questa. prospettiva ha dato dignità al ruolo del Consiglio comunale, evidenziando che «non deve occuparsi solo di grandi opere, ma anche della cura quotidiana dei piccoli spazi della città».
(Redazione CA)
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